Cinema & Moda |Breakfast at Tiffany`s

Siamo tutti un po` come Holly!

Questa settimana ho scelto per voi un classico senza tempo, che merita di essere visto e rivisto. “Colazione da Tiffany” (Breakfast at Tiffany’s, titolo originale, 1961) di Blake Edwards è un film che resterà “eternamente chic” per diverse ragioni: a partire dal tubino nero disegnato dal celebre stilista Hubert de Givenchy esclusivamente per Audrey Hepburn e dal lunghissimo bocchino per sigaretta; poi per il motivo che fa "moon river, wider than a mile, I`m crossing you in style some day…" di Henry Mancini che ottenne un oscar per la miglior canzone ma soprattutto per la gioielleria Tiffany&Co.; nessuna campagna pubblicitaria avrebbe potuto valere la "testimonial" Hepburn, capace di dettare mode e comportamenti con il suo incomparabile stile. Per Holly non c’è niente di meglio che fare colazione da Tiffany tra la quinta e la cinquantasettesima strada a New York dove “nulla di male può mai accaderti, con quei cortesi signori vestiti così bene, con quel simpatico odore d`argento e di portafogli di coccodrillo". La storia, tratta dall’omonimo romanzo di Truman Capote, è quella della ragazza di campagna Lulamae Barns o Holly Golightly come si fa chiamare nell’alta società newyorkese, interpretata da Audrey Hepburn –anche se Capote avrebbe preferito Marilyn Monroe nel ruolo di Holly – che vive insieme al suo gatto senza nome, dorme con i tappi nelle orecchie e sogna di sposare un ricco miliardario e del giovane e spiantato scrittore Paul (George Peppard) che un giorno si trasferisce nello stesso palazzo dove abita Holly. Il finale, quando Paul convince Holly a scendere dal taxi giallo e la bacia sotto la pioggia, tradisce l’originale di Capote in cui Holly prende un aereo per il Sud America. Una commedia romantica che continua ad affascinare perché forse molti di noi pensano di somigliare a questa strana ragazza con le sue paure e le sue manie davvero originali.
 

 

 

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