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Shine | Genio e follia

David Helfgott è figlio di ebrei polacchi emigrati in Australia. Il padre inizia a insegnargli il pianoforte all’età di quattro e David manifesta una naturale predisposizione nei confronti di questo strumento.
Nonostante il padre sia severissimo e il suo atteggiamento non particolarmente incoraggiante, David continua con le esercitazioni e acquisisce sempre più padronanza dello strumento.
Il rapporto ambivalente che esiste tra lui e il padre non è  però privo di conseguenze.
E’ infatti un ragazzo ansioso e chiuso seppure ha dalla sua una sensibilità particolare.
Per fortuna c’è il maestro Rosen a credere in lui e ad invogliarlo ad andare avanti.
Grazie al suo supporto inizia a vincere un concorso dietro l’altro.
Un giorno David riceve l’invito a suonare in una  prestigiosa orchestra americana.
Sarebbe un’occasione unica  ma il suo entusiasmo viene stroncato ancora una volta dall’opposizione paterna che sembra volerlo destinare al grigiore e alla disperazione.
Il tempo passa e un’altra occasione bussa alla porta di David. 
Stavolta è una scuola di Londra a volerlo con sé.
Il padre pur di distoglierlo dal suo intento, arriva addirittura a picchiarlo davanti alla famiglia..
Un simile atteggiamento sortisce però l’effetto contrario e David rompe con la sua famiglia e parte per Londra.
Ma il legame ancora irrisolto con la figura paterna si fa sentire.
Durante il concerto finale del concorso della scuola, a causa della eccessiva tensione David ha una crisi e scivola nella follia.
Viene ricoverato in una clinica psichiatrica nella quale viene curato a farmaci psicotropi ed elettroshock.
Uscirà solo nove anni più tardi.
L’affetto di amici sinceri e l’amore di una stravagante ma gentile signora, lo condurranno per la prima volta ad una vita normale, ciò che in fondo al suo cuore ha sempre desiderato.
Inzia così un nuovo periodo della sua vita che schiude  la via del successo.
Diretto da Scott Hicks, il film è tratto dalla vera storia di David Helfgott ed è vincitore dell’Oscar 1996.

Patrizia Ruscio

Primo articolo di Cinema & Psiche

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