Cinema&Musica | Who is Who

Cinema&Musica | Who is Who

Quale miglior inizio se non quello di parlare degli Who. D`altronde come si potrebbe parlare del connubio tra cinema e musica senza citare “Tommy” e “Quadrophenia", due degli album ispiratori di altrettanti film cult venerati ancora oggi da giovani “feticisti” e da vecchi signori con il pallino per il rock’n roll.

Ma andiamo per gradi. Il primo, sotto tutti i punti di vista, è “Tommy”. È stato la prima opera rock della storia della musica, ma è anche stato il primo album ad essere trasformato in un film.
La storia racconta di Tommy, che dopo aver assistito all’omicidio di suo padre per mano del patrigno resta traumatizzato al punto da restare cieco, muto e sordo. Una volta rimasto orfano Tommy viene affidato ad una serie di eccentrici personaggi, come il patrigno alcolista, un predicatore che lo introduce nella sua setta religiosa che idolatra Marilyn Monroe, una prostituta che tramite l`LSD cerca di guarire il ragazzo dal suo trauma, infine allo zio pervertito ed a un suo cugino sadico. Il ragazzo nel frattempo diventa un mago del flipper e grazie all’incontro con uno psichiatra, interpretato da Jack Nicholson, riuscirà a riacquistare i sensi. Ormai guarito decide di fondare una sua setta, ma sarà grazie al fallimento di questa che Tommy avrà la sua vendetta. La madre ed il patrigno saranno uccisi dagli adepti della setta ormai delusi dal loro leader mentre per Tommy ci sarà la riconquista della propria libertà.
 
Il film del 1975, tratto dall’omonimo album del 1969 degli Who è diretto da Ken Russel e vede la partecipazione di personaggi quali, Elton John (campione di flipper), Tina Turner (la prostituta) ed Eric Clapton ( il predicatore), nonché gli stessi componenti degli Who, Keith Moon, John Entwistle e Pete Townshend, vero ed unico autore di “Tommy”. Il film ne esce come un’opera fantasiosa, fatta di musica e colori sgargianti, a volte grottesca e con quel tocco psichedelico in perfetto stile “seventies”.  
 
L’atro film targato Who è “Quadrophenia” del 1979. L’opera è diretta Franc Roddam e prodottta dagli stessi Who ed è di diverso genere rispetto a “Tommy”. Questo film infatti non è un’opera musicale ma soltanto una storia, quella raccontata dagli Who nel loro sesto album, pubblicato nel 1973, che porta lo stesso titolo del film . È la storia di Jimmy, un ragazzo appartenete al gruppo dei Mods, una banda di giovani ben vestiti che amano guidare scooter italiani come Lambretta e Vespa, rivali dei Rockers perché seguaci del rock’n roll anni ’50, nonché venerandi figli della “Who Generetation”. Jimmy è un ragazzo difficile e insoddisfatto che per sfuggire ad una famiglia che non lo comprende e ad un lavoro mediocre si reinventa, rifugiandosi in una vita parallela fatta di musica, feste, alcool, droga e scorribande con sul gruppo di amici Mod, un clan che per lui diventa una seconda famiglia. Il film però non è esclusivamente incentrato sul personaggio di Jimmy, ma vuole essere anche una fotografia della nuova generazione che avanza. La storia inoltre focalizza il rapporto del protagonista con la realtà dei Mods che dapprima nasce come bisogno d’appartenenza per trasformarsi poi in uno stile di vita quotidiano. Ma come spesso accade la realtà cede il passo all’illusione e dopo un weekend di festa a Brighton, cittadina della costa orientale britannica dove orde di Mods e Rockers si affrontano in una vera e propria battaglia, Jimmy torna a casa ma ad aspettarlo c’è solo il capovolgimento dell’illusione che lui stesso aveva contribuito a creare. La madre lo allontana da casa dopo aver trovato delle anfetamine nella sua stanza e la ragazza lo lascia per il suo amico. A questo punto Jimmy decide di tornare a Brighton, l’ultimo posto in cui si era sentito un vero Mod e lì scopre che “Asso” (interpretato da un giovanissimo Sting) uno dei leader Mods nonché idolo di Jimmy, altro non è che un “bell boy” il facchino di un hotel. Deluso Jimmy ruberà l’invidiato scooter di “Asso” per gettarlo da una scogliera come simbolo della sua rottura con la cultura Mod ed il rifiuto di uno stile di vita i cui valori ormai non hanno più alcun significato per lui.
 
Gli Who, grazie a questi due film, hanno superato la barriera del racconto conquistando un doppio ruolo all’interno del panorama della cultura inglese degli anni ’60-’70. Sono stati simbolo di un’intera generazione che riconosceva nella loro musica il proprio stile di vita, mentre per il cinema hanno acquisito non soltanto il ruolo di accompagnatori, ma ne sono stati ispirazione diventandone i cantastorie. È infatti la storia raccontata  dalle loro note e dalle loro parole che darà vita a entrambi i film, di cui sia Jimmy che Tommy ne sono protagonisti due volte, nelle immagini e nella musica.
 
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