Verso l’autarchica e sobria Venezia 2010

Mueller presenta la 67. Mostra di Venezia | Il ruggito italiano  

La più rappresentativa delle arti tecniche “resiste” perché continua a offrire la possibilità di rinnovamento a una trama singolare di spazio e tempo. Per questo anche in passato, le era stato possibile opporsi e risucchiare in sé ciò che sembrava dover prendere il posto ( la televisione, il video, le “nuove immagini "). Sarà a questo punto inevitabile chiedersi se esista ancora l’aura cinematografica, o se non sia invece semplice apparizione di una lontananza, per quanto sia vicino ciò che l’ha evocata. La risposta provvisoria è nei programmi della 67.Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.
 
All’insegna della sobrietà e del rinnovamento, giovedi 29 luglio è stata presentata da Paolo Baratta e Marco Mueller la 67. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, che, dopo le consuete e tradizionali indiscrezioni e polemiche, si terrà dall’1 all’11 settembre presso il Palazzo del Cinema di Venezia. Aperta dal film Black Swaw di Darren Aronofsky, già Leone d’Oro con The Wrestler nel 2008, avrà come presidente della Giuria Internazionale il regista Quentin Tarantino.
 
La sobrietà della Mostra non è legata solo al fattore economico – il costo del Festival è pari a dodici milioni di euro supportato dai 7 milioni e 700 di contributi statali -, ma anche alla scelta editoriale, che ha selezionato prevalentemente film di breve durata. Mentre il rinnovamento, come ha spiegato Mueller nel corso della conferenza stampa, interessa soprattutto la sezione Orizzonti, che ospita opere “fuori formato” senza distinzione di genere e di durata includendo anche film brevi e gli “Eventi Speciali”.
 
Una Mostra definita autarchica come dimostra l’eccezionale presenza del cinema italiano: quattro film in concorso, la retrospettiva La situazione comica ( 1934-1988 ), curata da Marco Giusti, Domenico Monetti e Luca Pallach e nata dalla collaborazione tra la Biennale di Venezia e la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia per celebrare attraverso una selezione di trenta opere il cinema comico italiano, il documentario Un anno dopo, prima tappa del progetto Memory Hunters che vuole seguire la ricostruzione dell’Aquila per tutelarne la memoria e l’identità, e il documentario Dante Ferrenti: Scenografo Italiano diretto da Gianfranco Giagni.
 
 

Molti documentari- ben diciannove, tra cui Passione di John Turturro e A letter to Elia di Martin Scorsese -, molta presenza di cinema asiatico – il regista giapponese Takashi Miike è alla Mostra con due opere -, ben undici opere prime, tra cui La pecora nera di Ascanio Celestini, una delle quattro pellicole italiane in concorso, diciannove film statunitensi, tra cui Promises Written in Water di Vincent Gallo, molti anche i debutti, tra cui quello della Repubblica Domenicana per la prima volta presente al Festival e il film di animazione in 3D Taikong xia  del regista cinese Zhang Yuan, molte le collaborazioni, come quella tra la Biennale e l’Anica, che darà vita a tre seminari di riflessione tra l’industria cinematografica, le istituzioni finanziarie e il territorio, molti i film di ricerca, come il tedesco Atom, e le speciali premiazioni, come quella per il concorso Action for women.


Molte pure le curiosità: dalla proiezione speciale di Wanda, opera restaurata grazie al sostegno di Gucci, al Leone d’Oro alla Carriera consegnato a John Woo, regista e produttore in grado di far dialogare il linguaggio cinematografico occidentale ed orientale. Al cineasta indiano Mani Ratnam verrà invece consegnato il Premio Jaeger-Le Coultre Glory to the Filmmaker 2010 – che ricevono le personalità che hanno segnato in originale il cinema contemporaneo e in passato attribuito ai  registi Takeshi Kitano e Abbas Kiarostami – per aver saputo gestire con intelligenza ( e successo commerciale ) l’assalto al mercato cinematografico dell’India intera, per aver introdotto il concetto di autorialità nel cinema di Bollywood e per aver saputo influenzare l’immaginario cinematografico del sub-continente indiano.

Molti, infine, gli omaggi dal documentario restaurato The Last Movie di Dennis Hopper per ricordare il Bill di Easy Rider e Vittorio racconta Gassman- Una vita da mattatore di Giancarlo Scarchilli dedicato al mattatore per antonomasia del cinema italiano.

Alessandra Alfonsi 

 

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