Tarantino: Made in Italy?

Da Leone a Bava | Rassegna veneziana

Ve lo dico io di che cosa parla Like a Virgin…Siete sempre sintonizzati su Super Sound degli anni’70…Cosa? Da che paese vieni? Cosa è un paese che non ho mai sentito nominare: lì parlano la mia lingua? La mia lingua tu la sai parlare? Allora ascolta questo passo che conosco a memoria …E’ perfetto per l’occasione…
 
Chi non ha mai ascoltato queste frasi tratte da scene, diventate ormai cult, di film di Tarantino? Chi non ha mai visto Le Iene, Pulp Fiction, Kill Bill e Bastardi senza gloria? Chi non ha mai ballato come Mia e Vincent Vega? E chi non ha mai sognato di fare un massaggio ai piedi alla moglie di un capo?
 
Ebbene, quest’anno presidente della Giuria Internazionale della 67. Mostra di Venezia è proprio lui: Quentin Tarantino, il regista e sceneggiatore vincitore della Palma d’Oro a Cannes nel 1994 e Oscar per la miglior sceneggiatura originale con il film Pulp Fiction. Come molti italo-americani, Tarantino non ha mai celato la sua passione per il cinema italiano, spesso palesemente citato nei suoi film, come nella sua ultima opera. Così come non ha mai occultato le critiche rivolte al cinema italiano: famosa fu la sua esternazione sul cinema italiano che fece infuriare molti addetti del settore:<<Mi deprime… Quelli che ho visto negli ultimi tre anni sembrano tutti uguali. Non fanno che parlare di: ragazzo che cresce, ragazza che cresce, coppia in crisi, genitori, vacanze per minorati mentali. Che cosa è successo? Me lo dica lei. Ho amato così tanto il cinema italiano degli Anni 60 e 70 e alcuni film degli Anni 80, e ora sento che è tutto finito. Una vera tragedia>>.
 
Non è la prima volta di Tarantino al Festival di Venezia ( nel 2004 fu padrino della retrospettiva Italian Kings of the B’s- Storia segreta del cinema italiano, mentre nell’edizione del 2007 curò la rassegna sul western all’italiana ), ma questa volta si presenta al Lido come Presidente di Giuria del più importante Festival italiano, dove l’ apertura Mezzanotte è affidata a Machete di Robert Rodriguez, un regista amico di Tarantino con il quale ha collaborato alla sceneggiatura del film Dal tramonto all’alba.
 
Il cinema italiano che ha ispirato Tarantino è quello che appartiene al genere western e al genere horror: da Il buono, il brutto e il cattivo di Sergio Leone a La ragazza che sapeva troppo di Mario Bava. Il cinema italiano noto e meno noto, che Tarantino ha citato e ripreso soprattutto con triello, come in molte scene di Pulp Fiction o in quella finale di Le Iene. Lo ha ispirato poi il cinema poliziesco di Fernando Di Leo: il cinema Milano calibro 9, La malaordina, Il boss,con i boss che sono attanti protagonisti come Milano calibro 9, La malaordina, dove compaiono gli embrioni narrativi di Vincent Vega e Jules Winnfield; il cinema di Il poliziotto è marcio ( 1974 ) e Colpo in canna, con situazioni anticipatrici di Reservoir Dogs, esordio cinematografico di Tarantino che già nel titolo rievoca Cani arrabbiati di Mario Bava.
 
 
Poliziotti, boss, gangster, donne con la pistola o con la katanavendicatrici: l’universo attoriale tarantiniano nasce decisamente dal B-movie italiano e i racconti narrativi dal cinema di Sergio Leone, Mario Bava, Fernando Di Leo, Sergio Corbucci, Lucio Fulci e Enzo Castellari.
Non è così una casualità che questa edizione del Festival di Venezia sia proprio caratterizzata da molto cinema italiano: ventinove lungometraggi e dodici cortometraggi nella selezione ufficiale, la retrospettiva La situazione comica ( 1934-1988 ) dedicata al cinema comico, il documentario Dante Ferretti: ScenografoItaliano nella sezione Giornate degli Autori/Venice Days e infine l’omaggio a Vittorio Gassman con la proiezione in anteprima mondiale del film Vittorio racconta Gassman, una vita da Mattatore.
 
Un cinema proprio born in U.S.A. ?
 
Alessandra Alfonsi

 

Lascia un commento