La solitudine dei numeri primi | Oltre ogni spazio e tempo

La solitudine dei numeri primi | Oltre ogni spazio e tempo

E’ sempre difficile trarre un film da un libro. Generalmente delude le aspettative non necessariamente per la qualità, ma semplicemente perché l’intensità delle immagini, tradotte in linguaggio filmico, non rendono allo stesso modo. Fatta questa premessa, c’è da dire che la regia e la sceneggiatura di “La solitudine dei numeri primi”, il film di Saverio Costanzo tratto dal romanzo di Paolo Giordano, sono senza ombra di dubbio originali e ben ideate. La cinepresa si muove avanti e indietro, nell’arco di un trentennio, toccando i punti salienti della storia. Mattia (Luca Marinelli) e Alice (Alba Rohrwacher) sono due ragazzi che si portano dietro le cicatrici di traumi dell’infanzia, dovuti all’incomprensione e all’assenza dei genitori, con le sue inevitabili e drammatiche conseguenze. Mattia ha una sorella gemella malata, Michela, e sin da bambino deve fare i conti con una situazione che lo carica di una responsabilità esageratamente grande rispetto alla sua età, e gli impedisce di integrarsi con i suoi coetanei. Una sera lascia la sorella da sola in un parco e lui va ad una festa di un suo compagno di classe, alla quale entrambi erano stati invitati. Ci sono regali, bambini vestiti da carnevale e a Mattia non sembra vero di sentirsi come gli altri bambini e per la prima volta cercato, desiderato. Proprio nel bel mezzo della festa, un diabolico clown (Filippo Timi), rammenta al piccolo ciò che aveva dimenticato. Mattia esce velocemente dalla casa del suo amico per andare a prendere la sorella ma non la trova. Michela è sparita. Contemporaneamente, in un’altra casa della stessa città, si consuma il preludio di un altro evento drammatico. Alice, figlia unica di genitori assenti, è al centro delle esagerate aspettative del padre che la vuole campionessa in tutto e la spinge ad andare sugli sci in una nebbiosa e fredda giornata di inverno. Lei oppone resistenza ma alla fine è costretta a cedere. Quel giorno Alice ha un incidente sulla pista che la condanna a zoppicare per tutta la vita. I due si incontrano qualche anno dopo, quando sono entrambi alle scuole medie e si trovano ad affrontare il non semplice mondo degli adolescenti di oggi con le sue crudeltà verso i più deboli e i suoi malesseri. Sono tanti i temi che si affrontano in questo senso: il bullismo, l’anoressia, la solitudine, la difficoltà a relazionarsi. Loro si amano, di un amore che non riescono a confessarsi e forse mai lo faranno. Il loro è un legame forte, dettato dalla disperazione di chi si cerca attraverso lo spazio e il tempo e come lo spazio e il tempo si dilata e si condensa, in maniera imprevedibile e senza mai distruggersi. 

Patrizia Ruscio

 

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