Diario americano #8 | Troppa informazione

Il diario americano di Roberto Faenza | Come fare un film a New York e sopravvivere

Troppa informazione. La tecnologia odierna rende tutto più veloce, diciamo pure forsennato. Tutto viaggia ai mille all’ora. Cellulari, internet, sms, mms… All’apparenza comunicare di più e più rapidamente potrebbe sembrare un bene, ma spesso accade l’esatto opposto. Mentre lavori, sei tempestato da uno tsunami di messaggi che ti piombano addosso da tutte le parti. Adesso sul set sono di moda gli iPad, che sveltiscono la lettura del copione di pagina in pagina e aiutano a vedere in tempo reale il girato sullo schermo tuttofare di Steve Jobs. Ma questa incredibile quantità di comunicazioni rende il cervello umano più fragile e vulnerabile. Veniamo da migliaia di anni di lentezza e le nuove tecnologie rischiano di trovarci impreparati. Come scrive Niklas Luhmann “troppa informazione non illumina più”.
Video. Sul set imperano video e monitor di ogni grandezza. Tutti hanno con sé un monitor, oppure un iPad, oltre ai cellulari, alle minitelecamere, eccetera. Tutti stanno al video: 4 schermi per il regista, 2 per ogni operatore, 2 per il fonico, 2 per la segretaria di edizione, 2 per il DIT… Una volta solo gli operatori vedevano cosa succedeva dentro la macchina da presa. Ora tutti sono collegati in diretta tramite gli occhi delle telecamere incorporate nella cinepresa. Con tutti questi video, microfoni, microcamere, strumenti digitali… sul set sembriamo dei marziani, con le antenne incorporate. Presagio di un imminente futuro quando avremo sensori ovunque innestati dentro il nostro corpo. In California, dove si sperimenta di tutto, già ci sono non pochi fanatici del futuro che si fanno inserire chip sotto la pelle, sulle braccia, nelle gambe, in prossimità di orecchie e occhi,  per comandare a distanza, vedere meglio, sentire meglio, captare di più. Trattasi di protoesempi di quello che potrebbe diventare il nostro diretto discendente: l’uomo bionico, costruito con sensori di ogni genere, più simile a un robot che a un essere umano. Viene in mente la serie tv The Six Million Dollar Man, dove  il colonnello Steve Austin, cito Wikipedia, “a causa di un incidente durante una missione, perde le gambe, il braccio destro e l`occhio sinistro. Su di lui viene effettuata una ricostruzione bionica all`avanguardia, che sostituisce gli organi danneggiati con arti bionici. La serie prende il titolo dal costo dell`intervento, appunto di sei milioni di dollari. Grazie agli organi bionici, Steve Austin acquisisce delle capacità eccezionali: le gambe gli consentono di correre a velocità altissime, il braccio è dotato di una forza fuori dal comune, e l`occhio permette una visione ravvicinata di oggetti molto lontani”.

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