Malta | Hollywood sul Mediterraneo

Dal Conte di Montecristo ad Agora | Tra fortezze e lagune

L`azzurro mare d`agosto dal quale sono travolti Madonna e il giovane Giannini, le rocce schiaffeggiate dalle onde e le grotte de Il Conte di Montecristo, ma anche la Marsiglia della storia e la prigione dello Château d`If. La dorata spiaggia di Troy sulla quale sbarcano a centinaia le navi degli achei e il Colosseo de Il Gladiatore. La mitica Alessandria d`Egitto dell`Agora di Amenàbar, e l`antico porto della città nell`Alexander di Stone. Il sommergibile di U-571, terribili tempeste e attacchi di orche assassine…

Al centro di queste location – naturali o ritoccate, da effetti speciali e digitali – c`è l`arcipelago maltese: Malta, l`isola maggiore, Gozo e Comino. Ormai un`industria che avanza a pieno regime.

I crediti fiscali e i rimborsi spese introdotti dalla locale Film Commission, l`inglese lingua ufficiale, il clima mite e la luce, un patrimonio storico-architettonico, con porti, bastioni e fortezze, che rende possibile realizzare film di ambientazione greco-romana senza che sia necessario costruire imponenti scenografie. Maestranze specializzate – il cui livello cresce ad ogni produzione – capaci di costruire perfino navi e sottomarini a grandezza naturale.

E poi, natura incontaminata, rocce e grotte, saline, sabbia e lagune azzurrissime.

Tra le locations più richieste: la capitale, La Valletta e il suo porto, le città di Vittoriosa e Mdina, la spiaggia di Ramla Bay e il tradizionale villaggio dei pescatori di Marsaxlokk, ma anche le pietre chiare dell`imponente Forte Sant`Elmo.

E per i set più maestosi sono essenziali i Mediterranean Film Studios e Fort Ricasoli.

Gli Studios contengono grandi piscine, dotate di apparecchiature per ripodurre onde, maree e tempeste, collocate in prossimità del mare – e ciò elimina la necessità di usare sfondi.

Nei pressi troviamo Fort Ricasoli, una grandiosa fortezza che ha ospitato set `epici`, come Il Gladiatore e Troy, e dove è stato ricreato il campo di rifugiati del film Munich. Durante le riprese di Munich, Malta, a riprova della sua versatilità, ha dato il volto a ben sette paesi mediterranei e mediorientali diversi.

Il più stupefacente dei set de Il Gladiatore è stato creato in pochi giorni proprio a Fort Ricasoli. Una ricostruzione a grandezza naturale del Colosseo, dove è stata poi girata la maggior parte dei duelli. Anche in un set di tali dimensioni la riproduzione ha riguardato in realtà solo un quarto della struttura reale, il resto è stato elaborato con incredibile meticolosità in computer grafica e aggiunto elettronicamente alla parte reale. Con il `motion tracking` (lett. `tracciamento del movimento`), un sistema di set virtuale, è stato permesso al set parziale di adattarsi perfettamente a quanto veniva sovrapposto con la computer grafica. Scott ha infine fatto uso di cineprese portatili e filmato in ogni punto dell’arena durante i numerosi combattimenti del protagonista, con la certezza che il Colosseo e le circa 33.000 comparse `digitali` avrebbero avuto un aspetto realistico.

E infine Agora l`ultima realizzazione ma solo in ordine di tempo. L`impressionante set completo di chiese e templi, delle magnifiche strade di Alessandria e della grandiosa biblioteca, della sala nella quale Ipazia teneva le sue lezioni, senza trascurare l`estesa agora – la piazza principale alla quale il titolo del film si riferisce – ha trovato spazio proprio nello stesso forte. Molti gli attori maltesi scelti tra ruoli secondari e comparse, capeggiati da Manuel Cauchi (nei panni del malvagio vescovo Teofilo) perché le loro caratteristiche fisiche, figlie di un melting pot che mischia occidente e mondo arabo, sono ideali per questo genere di pellicole.

Ma non solo kolossal, arrivano a Malta molte produzioni del Nord Europa e dei Paesi Scandinavi, per realizzare lungometraggi, documentari e serie televisive. Anche l`Italia è adesso in trasferta a Malta con alcuni prodotti tv per Rai 1 e Canale 5, genere thriller: Il commissario Rex – La maledizione del Caravaggio, L`omicidio su misura e La Medium.

Francesca Bani
 

 

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