Diario americano #12 | Questione di movimento

Il diario americano di Roberto Faenza | Come fare un film a New York e sopravvivere

Acting coach. Nuova figura professionale che assiste gli attori nella gestione del corpo. Insegnano agli attori a muoversi in scena come farebbero i personaggi reali chiamati a interpretare. Come si muove un avvocato, un medico, un poliziotto… Prima di mettersi davanti alla macchina da presa tutti gli attori e soprattutto i divi ora vogliono ricevere istruzioni da un acting coach. Costo della lezione: 500 dollari l’ora.
Segretaria di edizione. Un tempo stava incollata alla macchina da presa per rilevare i singoli movimenti degli attori e le varie azioni, pronta a ricordare ogni particolare per l’inquadratura successiva. Ora non sta più dietro la m.d.p., ma incollata al monitor del video assist, e mentre un tempo a ogni azione scattava una polaroid che diventata la memoria del film, ora fotografa col cellulare direttamente dal monitor e diventa infallibile. Così non ci sono più discussioni tra operatori, registi e attori per sapere se il tale è entrato da destra o da sinistra, se il tal altro ha posato il bicchiere vicino al piatto o al tovagliolo. Basta riprodurre l’immagine ripresa dal monitor e giustizia è fatta.
Mothers Coach. Le vediamo ovunque mentre giriamo alcune scene nei parchi. Insegnano alle madri con bambini in carrozzella a far ginnastica mentre portano fuori il pupo. Addestrano a stare in forma o a riprenderla se hanno appena partorito. Sono coach dure e inflessibili che ti fulminano con lo sguardo se fai male gli esercizi o sei pigra. Ne vedo una, terribile come una kapò, che se la prende con una giovane madre perché mentre spinge la carrozzella non riesce a eseguire al tempo stesso le genuflessioni. A Rockfeller Park invece sono numerose le madri che fanno un jogging velocissimo spingendo di corsa la carrozzella con dentro il figlioletto. Non poche insieme alla carrozzella hanno anche al seguito uno o più cani, impegnati anche loro a correre per tenersi in forma.
Cani da slitta. Se ne vedono alcuni a Central Park, che a tutta velocità trainano il padrone sui pattini. Chiedo a uno di loro se non è un po’ strano farsi portare in giro in quel modo. Mi risponde che il suo cane è contento di rendersi utile. Aggiunge che se fosse rimasto al nord al suo paese dovrebbe trainare pesi di gran lunga maggiori.
Sovrappeso. Le statistiche dicono che in America il 60% dei cittadini è sovrappeso e il 30% è obeso. Numerosissimi gli obesi anche tra i bambini. Per ridurre questa piaga sociale, il governo ha chiesto ai ristoranti e ai bar di specificare le calorie di ogni alimento dei menu. Hanno provato a fare la stessa cosa in qualche città italiana del nord e i ristoratori sono scesi in piazza, perchè  i clienti ordinavano solo insalate e brodo vegetale.
Yogi. Mentre giriamo a Bryant Park nel cuore di Manhattan, la piazza che è anche un parco si riempie di centinaia di yogi armati di tappetini per la lezione gratuita pomeridiana. Una serie di istruttori dotati di altoparlanti istruiscono gli allievi e in pochi minuti il parco diventa una distesa dedicata allo yoga.

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