La passione | La rinascita del cinema italiano

La passione | La rinascita del cinema italiano

Gianni Dubois (Silvio Orlando) è un regista di cinquant’anni suonati in piena crisi creativa. E’ soggetto alle continue critiche e lamentele del suo produttore che vuole fargli partorire un’idea ad hoc per una stellina della televisione (Cristiana Capotondi). Lui, pur sforzandosi, non ci riesce. A peggiorare le cose ci si mette la sua casa in Toscana (d’obbligo per un intellettuale di sinistra). Un guasto alle tubature, di cui lui era a conoscenza, rovina un affresco del ‘500 della chiesetta adiacente.
Il sindaco (Stefania Sandrelli) e l’assessore alla cultura gli chiedono allora di dirigere la consueta Sacra Rappresentazione del venerdì santo, per evitare la pena pecuniaria. Dubois si vede costretto ad accettare anche se non sa da dove cominciare. L’incontro casuale con Ramiro (Giuseppe Battiston), suo ex allievo durante un laboratorio in carcere, sarà la chiave di volta di tutta la vicenda.
La passione è la storia della crisi del cinema di qualità, messo in ginocchio dalle incalzanti richieste di prodotti dai contenuti discutibili. Silvio Orlando interpreta egregiamente il ruolo di regista deluso e amareggiato. Tutti gli eventi remano contro di lui  che però, alla fine, fronteggia e risolve positivamente tutto e, grazie al bello sguardo di una ragazza polacca (Kasia Smutniak), trova una bellissima ispirazione per un nuovo film, stavolta d’autore. 
 
Patrizia Ruscio
 
 

Lascia un commento