La scrittrice Mahasweta Devi accompagna il film Gangor al Festival di Roma

DENTRO L’INDIA, LONTANO DA BOLLYWOOD | Comunicato stampa

Mahasweta Devi, una tra le più grandi scrittrici indiane accanto a Tagore, accompagna al Festival Internazionale del Film di Roma la pellicola GANGOR liberamente tratta dal suo racconto Dietro il corsetto. Il film di produzione italo-indiana, in concorso al prossimo festival diretto da Piera Detassis, porta la regia di Italo Spinelli ma è girato totalmente in India, con importanti  attori indiani su temi profondamente indiani. Ma anche drammaticamente indiani, di quella parte del subcontinente povera e deprivata dove le donne continuano a subire violenze e discriminazioni. Siamo nelle regioni del Bengala, una realtà arretrata e lontana dal nuovo crescente sviluppo di Delhi e Mumbay. E molto lontana dall’immagine romantica, spensierata e colorita di Bollywood. L’anziana scrittrice Devi racconta e combatte da oltre 50 anni le discriminazioni sociali e i privilegi di casta che umiliano principalmente le donne.
 
Questa è la seconda volta che Mahasweta Devi,  più volte favorita al Nobel, giunge in Italia: la prima nel 2005 per ritirare il prestigioso Premio Nonino. Tra le infinite riflessioni intorno all’esperienza femminile, a proposito “del corpo non goduto, non consumato”, la Devi ha sottolineato: “Se una donna prova piacere fisico tanta gente pensa che non sia legittimo. Invece la fame del corpo non dovrebbe essere bandita, è qualcosa di così basilare…fin da piccole ci dicono che dobbiamo vergognarci del nostro corpo. Io sono stata sempre considerata una svergognata, correvo con il sari tirato su, già  dai tredici anni ho dovuto indossare un sari. Un giorno scriverò che non ho goduto di questo mio corpo. Non abbastanza”.

Lascia un commento