“Ad ogni costo” al Festival Internazionale di Roma

Passione cinematografica romana, talento attoriale napoletano e business milanese | L’altro cinema?

L’unico lungometraggio italiano fuori concorso della sezione L’altro cinema | Extra, curata da Mario Sesti, alla Quinta Edizione del Festival Internazionale di Roma è Ad ogni costo di Davide Alfonsi e Denis Malagnino, co-prodotto da Amanda Flor e Officine Ubu di Franco Zuliani, distributore anche del film.

Già registi del lungometraggio La rieducazione, presentato fuori concorso alla 21a Settimana della critica, sezione parallela della Mostra Internazionale di Venezia, Alfonsi e Malagnino nel 2006 furono la sorpresa positiva del Festival di Venezia con un film costato soli cinquecento euro, che affrontava in maniera ironica il tema del precariato, adesso arrivano al Festival di Roma, nella sezione più sperimentale e attenta ai nuovi stili e linguaggi cinematografici con una nuova opera, che affronta molti aspetti sociali (dal lavoro, al diritto di famiglia al ruolo complesso tra donna e uomo ), con una società di produzione cinematografica, Amanda Flor S.r.L., e con la distribuzione e la co-produzione di Officine Ubu, che già ha portato in sala Non è ancora domani ( La pivellina ), candidato agli Oscar 2011 dall’Austria nella categoria Miglior Film Straniero.
Ad ogni costo, infatti, è una storia sentimentale e commovente, ma anche dura e spietata, filmata da sequenze sempre in primo piano, tra un padre, Gennaro, e una madre, Luisa, in lotta per poter ottenere la custodia del figlio, il piccolo Pasqualino, l’oggetto di valore di entrambi genitori, che sono i boss del film – protagonisti e antagonisti a fasi alterne.

La cornice del film è però rappresentata dai codici morali del protagonista, Gennaro Romano, che, seppur boss e spacciatore del quartiere, non vende droga ai bambini perché “padre di un figlio”, non vende droga alle madri e non lascia morire in un ospedale il suo migliore amico. Ciò che colpisce del film è la realtà, tanto nascosta quanto palesata dalle situazioni di disagio. Gli autori si ispirano prevalentemente alla filmografia dei fratelli Dardenne, in particolare all’esordio La promosse: nell’universo cinematografico dell’Amanda Flor, che nel frattempo da collettivo si è evoluta in società di produzione cinematografica – anche grazie alla partecipazione a molti festival e il ricevimento di molti premi di qualità – sono, infatti, sempre presenti tematiche sociali: dal lavoro alla giustizia.  

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