We want sex | Una battaglia al femminile

We want sex | Donne lavoratrici unitevi

We want sex, titolo originale Made in Dagenham, è un film inglese diretto da Nigel Cole che racconta le vicende di un gruppo di operaie britanniche che nel 1968 diventarono simbolo della rivendicazione sociale femminile.
 
Il film è ispirato alla vera storia di un gruppo di 187 operaie dello stabilimento della Ford di Dagenham nell’Essex che decisero di scioperare ad oltranza dopo essergli stata nuovamente negata la riqualificazione del loro ruolo all’interno della fabbrica. Lo scopo supera la semplice lotta sindacale per condizioni di lavoro migliore o uno stipendio più dignitoso diventando una battaglia sociale per conquistare, in quanto donne lavoratrici, gli stessi diritti dei colleghi di sesso maschile.
 
Nigel Cole non è nuovo nel raccontare storie vere riadattandole per il grande schermo, come fu per L’erba di  Grace (2000) e Calendar Girls (2003), spesso arricchendo queste vicende di una vena ironica e sagace.
Questa volta però sembra che il regista abbia preferito rinunciare ad una sceneggiatura brillante per poter dare più spazio ai grandi ideali. Il problema però è che lo spettatore non è stimolato verso alcun senso di rivendicazione, fierezza, rabbia o orgoglio quando tutto finisce per il meglio. Le ragioni potrebbero derivare da una scrittura troppo semplice che rende prevedibile gran parte del film o forse l’aver concesso troppo spazio alla sua eroina Rita O’Grady, , interpretata con poco ardore da Sally Hawkins, personaggio troppo  fragile e debole, poco carismatico o incisivo agli occhi di un pubblico che stenta a mio parere a identificarla come una vera leader. Difatti il suo personaggio è stato inventato da Cole come perno su cui far ruotare l’intera storia. La commedia però resta comunque piacevole senza scontentare.

Ilaria Cuzzilla
 

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