La scommessa dei Duke nell’era di Obama

Una poltrona per due | Natale in casa…

Sarà un Natale come i precedenti senza Una poltrona per due di John Landis? L’arrivo del Natale è oramai riconoscibile da molti aspetti: le statuine divertenti dei presepi partenopei, il suono martellante degli eleganti zampognari che passeggiano per le strade delle città, i pervasivi addobbi e lucine natalizie ed, infine, chiaramente il palinsesto televisivo incentrato sui film di Natale.

Così immancabile, come ogni anno, alla vigilia di Natale è in programmazione Una poltrona per due, che non è propriamente un film sul Natale, ma si svolge durante il periodo natalizio. A realizzarlo è John Landis, regista del musical The Blues Brothers (Usa, 1980) e del videoclip Thriller.

Il racconto filmico si sviluppa da una scommessa goliardica e misera che stringono i fratelli Duke, proprietari della società Duke & Duke, i quali per un solo dollaro decidono di scambiare le vite di due persone, cresciute in ambienti sociali totalmente divergenti per verificare le loro opposte opinioni sugli effetti dell’ambiente sul comportamento umano. Così Billie Ray Valentine, un astuto mendicante che chiede l’elemosina per le strade di Philadelfia fingendosi reduce del Vietman, prende il posto di Louis Winthorpe III, un ricco, ma ingenuo dipendente della Duke & Duke che trascorre le sue giornate giocando a tennis e frequentando circoli d’elite.

Una poltrona per due si presta a profonde riflessioni: dalla questione razziale, che le elezioni di midterm negli Usa dimostrano come sia ancora un problema centrale, nonostante la Presidenza di Obama, per la presenza dei molti birthers e dei molti casi di racial profiling( tema riesploso in USA anche con l’uscita in sala di Precious, accusato di razzismo ), alle teorie appunto sul cognitivismo sociale, in particolare quella di Albert Bandura sugli eventi ambientali che circoscrivono l’individuo influenzandone la sua condotta, fino alla crisi finanziaria( il titolo originale del film, Trading Places, sottolinea maggiormente questo aspetto economico-finanziario, ben visibile poi nel film con la scena finale girata a Wall Street sugli andamenti del mercato delle arance ).

Ma, oltre a questi aspetti economico-sociali, Una poltrona per due è prevalentemente un film divertente, le cui gag sono costruite proprio sulle differenze caratteriali di Eddie Murphy e Dan Aykrroyd: dalla risata fragorosa che segue le battute di Murphy, agli equivoci pianificati e studiati dai Duke e improvvisi, che si presentano durante il party sul treno, conclusosi con l’accoppiamento tra un finto e un vero gorilla.

Alessandra Alfonsi
 

Lascia un commento