A Natale… La vita è meravigliosa

L’Angelo senza ali di Capra | Natale in casa…

Se Una poltrona per due è per il palinsesto televisivo un classico e divertente film natalizio (quasi a sorpresa anche per questo Natale sarà trasmesso venerdì 24 dicembre su Italia1 alle ore 21.10) come Il Piccolo Lord (su Rete4 allo stesso orario), La vita è meravigliosa di Frank Capra è, invece, un tipico film sul Natale: ambientato durante il periodo natalizio e dalla poetica e atmosfera natalizia, ma purtroppo molto spesso dimenticato dalle piattaforme televisive generaliste.
 
Protagonista del film è Clarence, un angelo senza ali, che tenta di conquistarle diventando custode della vita di George Bailey, un cittadino della middle-class statunitense che vuole suicidarsi per problemi economici. Il buffo e atipico Angelo Clarence (ben lontano da quello intellettuale e filosofo Cassiel, l’Angelo berlinese, che apparirà nei lungometraggi Il Cielo sopra Berlino e Così lontano così vicino di Wim Wenders) riesce a raggiungere il suo oggetto di valore (le ali) mostrando a George come sarebbe diventata la vita nella sua cittadina senza di lui.
 
Frank Capra, regista italo-americano che aveva già realizzato durante la Seconda Guerra Mondiale Why We Fight, documentari commissionati dal Capo di Stato Maggiore per diffondere la propaganda bellica e per informare i giovani sui motivi della guerra, gira questo film nel 1946, ad un anno esatto dalla fine del conflitto bellico, riversando nell’opera gli elementi tipici dell’American Way of Life: nel film poeticamente rappresentati dallo scampanellio delle campane che annunciano la conquista delle ali da parte degli angeli.
 
La vita è meravigliosa, che è riconosciuto quale favola natalizia per eccellenza, è, infatti, un racconto popolare e poetico, elementi caratterizzanti la filmografia di Capra, come in E’ arrivata la felicità e Accadde una notte.
 
Il film è un adattamento cinematografico del racconto di Philip Van Doren Stern ideato e scritto originariamente come testo di una cartolina natalizia. L’happy end, commovente e poetico, con il ritorno di George Bailey nella sua casa (l’abbraccio caloroso degli adorabili figli, dell’amata moglie devota, dei cari amici mobilitatesi per aiutarlo) descrive chiaramente un’atmosfera natalizia, ben sintetizzata dal grido liberatorio di George che augura a tutti Buon Natale.
 
E allora non ci resta che… Augurarvi un Buon Natale con il finale del film!
 
Alessandra Alfonsi 

 

Lascia un commento