Hereafter | Il nuovo viaggio di Clint

 Il biondo diventa mistico | Il viaggio platonico del californiano Eastwood

E’ in sala dal 5 gennaio, distribuito da Warner Bros Italia, Hereafter, il nuovo film di Clint Eastwood, che, secondo alcune stime economiche, dovrebbe registrare un record di incassi: in questi giorni però sorprendentemente smentite dalla presenza di pellicole di comici italiani, resi popolari dalla televisione e dal teatro.
 
Hereafter è un film insolito, e quasi inaspettato, per la cinematografia realistica e terrena di Clint Eastwood, che affronta in quest’opera il tema suggestivo e filosofico dell’aldilà. Il regista californiano, lanciato dai film western di Sergio Leone, ha esordito nel 1971 con Brivido nella notte e stupito con quasi tutti i suoi lavori, analizzando e raccontando drammi sociali, come l’emarginazione, il degrado sociale, la violenza e il razzismo: capolavori cinematografici come Mystic River, Million Dollar Baby, Gran Torino e Invictus.  

 
Hereafter è, invece, la storia di George, Marcus e Marie: tre persone comuni (un operaio, un bambino e una giornalista), ma diverse tra loro, unite da drammi interiori e legati dalla necessità di mantenere rapporti con l’aldilà. Il biondo con la pistola, che sparava al cuore di Ramon, firma brillantemente anche la regia di questo film (subendo tuttavia l’influenza stilistica del produttore esecutivo Steven Spielberg, vedi la sontuosità della scena iniziale che riproduce lo tsunami), ben strutturato a livello tecnico, ma debole nella storia (commovente è solo la vicenda del piccolo Marcus, che, nonostante il materiale berretto, tenta di mantenere in vita un legame affettivo e metafisico con il fratello defunto).
 
A storie individualiste e incentrate su un unico protagonista, come accadeva in diversi degli Eastwood passati, si sostituisce il racconto di tre vicende, ambientate in località diverse (San Francisco, Londra e Parigi), con diversi protagonisti che si ricongiungono tuttavia nella parte finale del film: proprio in occasione della presentazione del libro Hereafter, scritto dalla giornalista Marie Lelay, stranamente scampata allo tsunami, come se fosse la rappresentazione visiva del quadro Il sogno di Dickens, l’autore preferito del medium George, dove i personaggi ruotano tutti attorno allo scrittore.
 
L’aldilà, secondo Clint Eastwood, ha una base greco-antica e sembra una sostanza ibrida, che è in parte cristiana e in parte platonica con riferimento all’immortalità dell’anima. I viaggi  in questo luogo sconosciuto, scaturiti da una semplice e materiale unione di mani, sono rappresentati visivamente come la famosa caverna del mito, riprodotta attraverso dissolvenze incrociate, nere in apertura e bianche in chiusura: quasi a mostrare il mondo platonico delle idee, perfetto e pieno di luce. Non manca tuttavia in questa pellicola quel realismo che ha sempre connotato il Clint attore e il Clint regista. I tre protagonisti comunque vivono drammi sociali: George viene licenziato e il piccolo Marcus è seguito da assistenti sociali.

 

Alessandra Alfonsi

 

 

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