Skyline | Orizzonti soporiferi

Skyline | Orizzonti soporiferi
 
Elaine e Jarrod volano alla volta di Los Angeles per la festa di compleanno del migliore amico di quest’ultimo, il facoltoso Terry. Giunti in città faranno la conoscenza di Candice fidanzata di Terry, della sua assistente Denise e di un suo impiegato, Ryan. Dopo i festeggiamenti, misteriose luci azzurre cadono sulla città degli angeli rapendo la popolazione. Svegliati dalla luce accecante i ragazzi scopriranno ben presto la verità: le luci non sono altro che l’avanguardia di una terrificante invasione aliena che sta rastrellando esseri umani. Dopo lo shock iniziale il gruppo decide che l’unica cosa da fare è cercare di sopravvivere e organizzare un piano di fuga.
 
 
Così inizia Skyline e così inizia anche la discesa per lo spettatore verso un coma profondo che durerà due ore. Nonostante sia supportato da effetti visivi davvero entusiasmanti, il film non decolla, anzi, precipita inesorabilmente. L’idea di partenza sembra essere interessante, ma la sceneggiatura inconsistente e la totale mancanza di caratterizzazione dei personaggi rendono il film un odioso polpettone sci-fi di serie z. Gli sceneggiatori non mancano di citare (scopiazzare) grandi pellicole come Indipendence Day, Cloverfield, La guerra dei mondi, che più che aiutare il film creano una serie di sequenze mixate il cui risultato è a dir poco deludente.
 
 
Nonostante sia stato presentato come un kolossal, Skyline non è altro che un insieme di pezzi di puzzle che non riescono ad incastrarsi fra di loro, portando ad un risultato a dir poco imbarazzate il cui unico lascito sono qualche risata e qualche pennichella in sala. E se all’uscita del cinema alzerete gli occhi al cielo, non sarà per cercare le luci azzurre… ma per ringraziare di essere finalmente usciti dal cinema.

Lorenzo Colapietro 

 

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