I campioni d`incasso dello scorso anno

I film più visti del 2010 | Non solo Avatar… 

Il 2010 è stato l`anno di Avatar. Successo, peraltro annunciato, del film di Cameron a parte, l`anno appena concluso non ha riservato grosse novità. La tendenza è quella in atto da alcuni anni: commedie italiane e blockbuster e film d`animazione statunitensi. Tra gli italiani più visti troviamo Benvenuti al Sud, di Luca Miniero – remake del francese Giù al Nord, Io, Loro e Lara di Carlo Verdone, Maschi contro femmine di Fausto Brizzi, Baciami ancora di Gabriele Muccino, Genitori & Figli di Giovanni Veronesi e Mine vaganti di Ferzan Ozpetek, La prima cosa bella di Virzì e Scusa se ti voglio sposare di Moccia, senza contare il vero e proprio boom del secondo film di Checco Zalone e de La banda dei Babbi Natale di Aldo, Giovanni & Giacomo, usciti nel periodo natalizio. Oltre ad Avatar, tra gli americani ci sono Alice in Wonderland di Tim Burton, Twilight – Eclipse, Shrek e vissero felici e contenti, la prima parte di Harry Potter e i doni della morte, Robin Hood di Ridley Scott, Toy Story 3, Cattivissimo me e Iron Man 2. Presenze insolite ma non troppo Inception di Nolan e Shutter Island di Scorsese. A questo punto si può ipotizzare che il pubblico nostrano si rivolga al cinema italiano per divertirsi e ridere dei propri stessi difetti (senza esagerare che poi ci si offende) e a quello statunitense per partecipare ad un`esperienza di spettacolo sempre grazie al 3D più coinvolgente e `reale` ma totalmente declinata verso un cinema fantastico e di fantasia.
 
Un`altra differenza si può rintracciare nel diverso uso che il cinema italiano e quello statunitense fanno di elementi già noti e conosciuti dal pubblico come elementi di richiamo e di incasso (quasi) assicurato. I film italiani sono legati ad un cinema più legato agli attori e ai registi. Volti notissimi per la televisione come i vari Bisio, Siani e Finocchiaro per il film di Miniero, il cast quasi totalmente televisivo del film diretto da Brizzi, con la Cortellesi, Preziosi e De Luigi. E poi ancora Zalone, De Sica, Aldo, Giovanni e Giacomo. Oppure appunto legato ai singoli registi, come Verdone, Ozpetek e Veronesi che propongono un cinema di largo consumo ma anche personale e riconoscibile. Il cinema statunitense sfrutta invece personaggi e storie già note, sfornando uno dopo l`altro sequel – il secondo Iron Man, il terzo Toy Story, il quarto Shrek, il settimo Harry Potter e mezzo – e riadattamenti – Alice in Wonderland e Robin Hood, entrambi diretti da registi importanti come Burton e Scott. Al pubblico italiano, insomma, piace andare sul sicuro, ma lo stesso si può dire per quello statunitense che forse ha addirittura una minore varietà di scelta.
 
Antonio Caruso

 

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