Lettera a un governante senza voce

Lettera aperta | pubblicata su Il Fatto Quotidiano del 26 gennaio 2011

Ora che ha incassato la fiducia, circola voce che Lei si voglia dimettere, anche per dare una lezione di stile ai suoi detrattori. Gentile ministro Bondi, di lei tutto si può dire, meno che non sia persona gentile. Le scrivo in quanto estimatore delle sue liriche. “A Silvio”, per esempio è tra le più ispirate. La cito per gli ignavi: “vita assaporata, vita preceduta, vita inseguita, vita amata, vita vitale, vita ritrovata, vita splendente, vita disvelata, vita nova”. Tempo fa mi sono emozionato di fronte a un’altra sua ode, dedicata a Marcello Mastroianni, dopo che lo aveva visto nel film da me diretto, “Sostiene Pereira”. Eccola: “Timido sorriso / Implorante candore / Stupore del male / Infiammabile purezza”. Sono sicuro, conoscendo Marcello, che si è commosso nella tomba. Spero che la notizia di possibili dimissioni non sia vera, perché avendo sinora fatto troppo poco per la cultura, rimanendo al Suo posto avrebbe l’occasione per fare di più. Devo peraltro ammettere di non essere d’accordo con i suoi oppositori che proprio in questi giorni si sono mossi contro il Suo operato solo perché, essendo di carattere mite, è più vulnerabile di quel Tremonti il cui operato non è criticato con la stessa durezza. Avrà sentito che in queste ore il mondo dello spettacolo sta scendendo in piazza, questa volta alleandosi a operai e studenti per protestare contro di Lei. La accusano di non aver tenuto fede alle promesse e di aver mentito alle delegazioni quando, prima di Natale, vennero da Lei per avere garantiti i finanziamenti necessari alla mera sopravvivenza. Un gruppo di giovani quanto scellerati cineasti, che si sono associati in una sigla già di per sè minacciosa, “I Centoautori”, sono giunti alla decisione di non volerLa più incontrare. Assicurano che Lei non conta nulla e dunque non vale la pena. Visto che i tagli li ha operati Tremonti con destrezza chirurgica, tanto vale dialogare con lui. Illusi. L’uomo non concede udienza ai giovani. Lo fa solo Napolitano. Stando alle voci di palazzo, in un recente Consiglio dei ministri Lei avrebbe presentato una lista di legittime richieste a Tremonti, che le ha cestinate senza neppure una spiegazione. La accusano di non aver reagito, anzi di avere fatto come si dice scena muta. Io come direbbe Roberto Benigni non ci credo. Però se fosse vero, potrebbe tornare alla carica. Un altro Suo collega, il ministro Brunetta, ha dichiarato che Tremonti non è un economista, bensì un giurista. Brunetta stesso sarebbe il vero economista ed è comunque vero che Tremonti è laureato in Legge, non in Economia. Ecco, per tacitare i suoi detrattori, mi permetto di suggerirLe che, forte di queste considerazioni, Lei potrebbe presenziare al prossimo Consiglio, rinfacciando a Tremonti incompetenza in materia di tagli finanziari. Quindi potrebbe chiedere l’integrazione di quanto spetta ai Beni culturali. Potrebbe anche citare i fondi in dotazione a un paese limitrofo, la Francia. Là nel 2010 lo stato ha investito in beni culturali circa dieci volte. Parliamo di un paese che per quanto importante di certo non possiede il primo patrimonio culturale del mondo come noi. Potrebbe chiedere a Tremonti il perché di una così rilevante differenza. In mancanza di spiegazioni, io saprei cosa fare. Se poi non bastasse, potrebbe citare l’esempio della Germania, che ha deciso di investire in cultura e ricerca infinitamente più di noi. I tedeschi hanno capito che parte da lì la locomotiva dello sviluppo. Se non bastasse neppure questo dato, potrebbe aggiungere che il comparto audiovisivo occupa nel nostro paese oltre 250.000 lavoratori, parecchi di più persino della Fiat. Altri suoi detrattori la accusano delle rovine di Pompei. Cade la casa dei gladiatori e processano il ministro! A me non pare giusto. Se il ministro sta a Roma, come può occuparsi di Pompei?  Di recente ho letto la sua lettera aperta agli ex compagni comunisti “Cari compagni non mi sfiduciate”. Mi consenta di non condividerla. Apprendo dalla sua biografia che Lei si è laureato in Lettere con una tesi su un predicatore del suo paese, avverso a Gerolamo Savonarola. Quel folle avrebbe dovuto insegnarLe qualcosa, imparando a conoscere l’efferatezza dei comunisti. E infatti gli ex compagni Le hanno risposto a muso duro. Quella è gente senza cuore. Purtroppo non sono solo loro i nemici. Pensi a Tremonti. Di fronte alle Sue legittime richieste ha dichiarato che “la cultura non si mangia”. Lei avrebbe potuto rispondere che neppure le case si mangiano. E neppure le banconote stampate dal collega. Anche qui le voci di palazzo dicono che Lei nulla abbia obiettato, anzi abbia fatto di nuovo scena muta. Ammesso e non concesso che questo sia accaduto, potrebbe rimediare con una di quelle poesie ardite, sul genere “artisti siete servi e accattoni”. Ricorderà che fu questo l’incipit di una Sua lettera per difendersi dalle critiche della marmaglia. Ecco, potrebbe impiegare la stessa veemenza contro l’ex tributarista di Sondrio. A lui potrebbe offrire in visione uno studio della Banca d’Italia sul valore della cultura. Vi si dimostra, dati alla mano, che gli investimenti nella cultura sono più redditizi di qualsiasi altro. Più redditizi dei Bot, dei CCT e persino dei migliori titoli azionari! Forte di questi dati, potrebbe dare prova di coraggio recandosi dal premier, per chiedere senza timore di rappresaglie di conferire a Lei il potere su investimenti e finanze. Richiesta legittimata dal fatto che il patrimonio dei nostri beni culturali vale mille volte più dell’economia, del pil e di qualsiasi numero. Ho appena visto una Sua fotografia che la ritrae dietro lo striscione di una manifestazione comunista, quando militava in quel partito. Una figura alta, forte, virile. Potrebbe servirLe ricordare quei momenti per sferrare l’attacco finale. Se davvero Silvio le vuole bene come a un figlio perché non dovrebbe ascoltarla? Tutti i suoi detrattori rimarrebbero a bocca aperta. E lei potrebbe finalmente dedicarsi alla sola cosa che davvero conti in questo mondo sgangherato. La poesia.

 

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