Così parlò il box office italiano

Il ritorno dell’epoca d’oro della commedia all’italiana? | Riso milionario

Sul box office di queste ultime settimane sembra imperare l`autarchia: ai primi cinque posti nella classifica degli incassi ci sono produzioni italiane che stanno rivoluzionando di volta in volta i primati passati e superando negli incassi le produzioni in 3D (Avatar) e quelle hollywoodiane (Hereafter).

Qualunquemente di Giulio Manfredonia con Antonio Albanese, nel ruolo del politico Cetto La Qualunque, in soli tre giorni di programmazione ha totalizzato un incasso settimanale e totale di 5.395.840 euro, scavalcando già il record raggiunto recentemente da  Che bella giornata, che nei primi giorni di programmazione aveva portato circa tre milioni di pubblico in sala. La media di incasso per il film di Albanese è stata di quasi 10.000 euro a copia, con oltre 800.000 presenze e con risultati omogenei nelle città e nella provincia, senza distinzioni territoriali tra Nord e Sud. Inoltre, gli oltre 1.000.000 di spettatori di lunedì e martedì, che hanno totalizzato un incasso pari a 6.500.000 nei soli primi cinque giorni di programmazione, hanno spinto la Fandango e 01Distribution, rispettivamente casa di produzione e distribuzione del film, ad aggiungere altre 100 copie per un totale di oltre 700 copie in programmazione.

Con l’eccezionale incasso di Qualunquemente, 01 Distribution porta a casa la miglior partenza mai ottenuta nei suoi 10 anni di attività. E’ una splendida conferma dell’ottimo rapporto con Fandango ed un legittimo riconoscimento della linea editoriale di Rai Cinema sempre più attenta al mercato. E’ ancora un successo della commedia italiana che vive una stagione brillantissima", così Filippo Roviglioni ha commentato i dati del box office.

Ma a questi, ad ulteriore prova del momento d’oro della commedia italiana, si devono aggiungere i 38.656.790 di euro, incasso totale e attuale registrato da Che bella giornata di Gennaro Nunziante con Checco Zalone, che ha ottenuto il record di incassi nel cinema italiano superando quello appartenuto a La vita è bella di Roberto Benigni, i 3.278.926 di incasso settimanale di Immaturi di Paolo Genovese appena uscito nelle sale, i 411.946 euro di La banda dei Babbi Natale di Paolo Genovese con Aldo, Giovanni e Giacomo, titolari del primato del botteghino cinematografico delle festività di quest’anno, i 17 milioni ottenuti da Benvenuti al Sud di Luca Miniero, considerato un caso per il box office del 2010 e primo incasso italiano della stagione: dati che sembrano presagire un ritorno all’epoca d’oro della commedia all’italiana, quando era considerata punta di diamante della produzione italiana (con le cui entrate poi finanziava il cinema d’autore), e quindi del cinema italiano, che sembrava soccombere di fronte al 3D e alle produzioni hollywoodiane.

Certamente e cinematograficamente, emulando il vezzo linguistico di Cetto La Qualunque, Che bella giornata, Qualunquemente, Benvenuti al Sud, La banda dei Babbi Natali, che hanno stabilito primati al box office, sono film divergenti che propongono una comicità dissimile, resa sì popolare dalla televisione e dal teatro, ma costruita su gag sfocianti in parte in cabaret (vedi Zalone) e in parte in satira (Albanese), che affrontano e analizzano tematiche diverse.

Che bella giornata, commedia romantica del tamarro Zalone, si avvicina nello stile e nella semplicità del racconto alle commedie girate a Roma e incentrate sui bulli romani degli anni Cinquanta – sessanta, come la saga di Poveri, ma belli di Dino Risi.

Qualunquemente è invece una commedia grottesca che, come ha affermato il produttore Domenico Procacci:<<racconta in maniera intelligente oltre che divertente ciò che il nostro paese talvolta è, e deve smettere di essere>>. Difficile quindi trovare nei film della commedia all’italiana un antesignano di Cetto La Qualunque con lo stesso registro linguistico e la stessa weltanshauug.

Benvenuti al Sud e La banda dei Babbi Natale proponendo, invece, gag costruite sulle differenze territoriali rimandano ai film con Totò e la spalla Peppino: primo fra tutti Totò, Peppino e…la Malafemmina con l’arrivo esilarante alla stazione di Milano.

Comicamente comunque: noi siano autarchici.

Alessandra Alfonsi

Lascia un commento