Parole proibite: quando la censura dà di matto

Il diario americano di Roberto Faenza (Appendice) | Parole proibite

In fase di montaggio vengo avvisato che ci sono tantissime parole che, per ragione di censura, non si possono usare quando il film, dopo l’uscita in cinema e in dvd, passerà nei canali televisivi tradizionali. Non lo sapevo e scorro la lista delle parole proibite con orrore. Se un personaggio dice per esempio una parola innocua come hell, inferno, non si può. Dunque se devi dire “va all’inferno”, bisogna sostituirlo con qualcosa che suoni simile, ma non evochi l’inferno. Siamo all’assurdo, ma queste sono le regole inderogabili della tv americana. Se non le accetti, il tuo film non va in onda. Ecco qualcuno degli esempi più eclatanti: non puoi dire damn, bitch (povere streghe), ass, balls, bastards (povero Trantino), bite me, blow, bullshit, shit, crap, piss e naturalmente né Christ né tantomeno suo padre God. Al fine di sostituire centinaia di parole che a noi sembrano innocenti, mentre non lo sono per i censori tv, è stata elaborata una lista di vocaboli sostitutivi di quelli “incriminati”. Se volete divertirvi, passate in rassegna la lista qui allegata. Buona lettura.

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