Una riflessione sul trailer di Kill Me Please

Kill me please | Un trailer particolare

Il cinema, come ogni prodotto industriale, ha bisogno di pubblicità e uno dei mezzi più usati e più efficaci è il trailer. Bilanciare il montaggio tra narrazione, battute, effetti speciali e scene madri senza "spoilerare" è un compito tutto sommato non facile. Soprattutto perché il rischio che venga fuori un altro film c`è, e youtube con i suoi trailer finti, che fanno diventare Shining una commedia, lo conferma.

Un trailer deve creare aspettativa nei confronti del film, lo deve vendere al pubblico. Ogni genere cinematografico ha così anche il proprio stile di montaggio. In questo articolo si analizza  il trailer di Kill Me Please, di Olias Barco, che vincendo il premio Marc`Aurelio come miglior film al festival di Roma del 2010 ha sicuramente creato non poche aspettative. Kill Me Please, lo si legge chiaramente anche nel trailer italiano, era stato accolto come “Sorpresa comica” e “La commedia irresistibile.” Un premio voluto forse per marcare una differenza con gli altri festival italiani e quindi l`identità del festival romano.

 
Il trailer italiano dura un minuto e 31 secondi e può essere suddiviso in sei parti. Inizia (da 0:00 a 0:07) con la voce fuori campo di Sergio Castellitto (ma potrebbe sembrare quella di Veltroni) che annuncia il premio, su un cartello con il logo del festival e con il premio ricevuto. Con la seconda parte (da 0:07 a 0:23) inizia il trailer vero e proprio. Ci viene presentata la clinica del suicidio e la sua missione di assistenza ai suicidi. Il bianco e nero, la tesa musica di sottofondo, il primo paziente dall`aria decisamente intellettuale, connotano il film come un elegante dramma francofono. Dopo la morte del primo paziente si apre la terza parte (da 0:23 a 0:50). La musica cambia e diventa esplicitamente `francese`, molto simile a quella di Amélie, ormai sinonimo di `fantasia francese`. Curioso notare come nel trailer italiano il volume sia decisamente più alto in modo da enfatizzarne la provenienza geografica. Il tono passa da drammatico a divertente, se non proprio farsesco. Una battuta secca ciascuno e i vari pazienti della clinica vengono introdotti con un`entrata laterale. La vivacità delle battute e la velocità di montaggio suggeriscono un film spassoso, ritmato e ricco di battute, metà di quelle memorabili però sono contenute già nel trailer. Presentati i personaggi principali nella quarta parte (da 0:50 a 1:01), il trailer ci mostra l`evento cardine che metterà in moto una disastrosa serie di eventi: l`incendio della clinica. A questo punto ci troviamo nella quinta parte, la musica cambia, si fa più solenne, ma la frase “Benvenuti nella folle clinica…del dott. Krüger” lancia definitivamente il film come una commedia in contrasto anche con il tono compito e responsabile con il quale il direttore parla agli infermieri e ai collaboratori. Il trailer si chiude quindi con una breve rassegna di titoli di alcuni quotidiani italiani che esaltano il film con il sottofondo sonoro di Zazie de Paris che canta durante la premiazione accompagnata dal pubblico.
 
Riassumendo, il trailer italiano si apre e si chiude con il trionfo al festival di Roma al quale però non ha avuto seguito un riscontro altrettanto positivo da parte della critica all`uscita del film. All`inizio del trailer, Kill Me Please è un film drammatico per poi virare verso la commedia nera. Un film che però non mantiene le promesse di divertimento contenute nel trailer, mentre si sviluppa in una storia amara e ironica, ma che presenta una progressione un po` sfilacciata e a volte sconclusionata.
 
Antonio Caruso
 
 

 

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