Una serata per Jafar Panahi al cinema Barberini

Jafar Panahi | La forza delle idee  

Libertà e democrazia, possibilità negata di esprimere un’opinione divergente dal potere costituito, narrare per essere liberi, diritto/dovere di denunciare attraverso l’arte lo stato attuale delle cose e delle vicende personali del proprio popolo e della propria terra. Ecco i temi caldi affrontati durante la serata in onore e a favore del regista iraniano Jafar Panahi, lunedì 28 febbraio al cinema Barberini. Le voci degli esperti del settore, di grandi registi, di produttori e di attrici storiche del cinema italiano si sono sollevate unanime affinché non passi inosservata la prepotenza del potere in quanto tale, che ordina l’arresto di un artista e la sua carcerazione e gli impone il divieto di produrre la sua arte e di dare libera rappresentazione ai mondi della sua immaginazione per i prossimi venti anni. Non possiamo negare che il pensiero di un uomo compia grandi cose. Allora neghiamo che il suo pensiero prenda forma garantendo il silenzio alla sua immaginazione.

Non va dimenticato che l’unica cosa che ci rende liberi è l’immaginazione; essa anima la composizione di mondi possibili, che,  -seppure immaginari- sono l’imput per garantire il cambiamento sostenuto dal pensiero divergente e “opponente” alle regole di un ordine costituito spesso degenere e impietoso. Registi del calibro di  Bertolucci, Gregoretti e l’attrice Amanda Sandrelli sono intervenuti per sostenere il regista affinché tutti possano prendere atto di questa abominevole ingiustizia. Lo stesso Gregoretti ha sottolineato come i grandi pensatori nella storia siano stati ostracizzati, citando Gramsci e la celebre frase, riferita all`intellettuale di sinistra, che recita : ‹‹va impedito che questa mente venga fatta pensare››.

Unendoci tutti solidalmente al regista iraniano siamo certi che la mente di Jafar Panahi non potrà stare in silenzio, auspicando che il governo iraniano e le autorita` di Teheran restituiscano la libertà all’artista, insieme alla possibilità di creare nuove opere filmiche, speriamo che queste mobilitazioni, la prossima è prevista a Torino, possano essere di aiuto al regista. Ma se così non fosse siamo certi che l’immaginazione di un autore così ricca non potrà essere messa a tacere e che troverà sostegno e visibilità tramite altri registi, che indignati per l’accaduto sapranno rendere giustizia ad un autore messo al bando così ingiustamente. 

Valeria Zagami

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