La vita facile di Pellegrini

In sala dal 4 Marzo | Il mènage à trois: poetico e ironico, o no? 

Esce oggi in sala, distribuito da Medusa e prodotto dalla Fandango di Domenico Procacci in collaborazione con Sky Cinema, La vita facile di Lucio Pellegrini: un affresco ironico e divertente sulle vicende di Luca, Mario e Ginevra, uniti da vincoli affettivi di amore e di amicizia.
 
Il film appartiene al genere della commedia anche se, come ha osservato il regista, “Lavorando alla commedia ho sempre sperimentato una mescolanza di generi, per trovare un equilibrio stilistico nel quale riconoscermi… anche in questo caso, oltre a passaggi più leggeri, nel film non mancano momenti drammatici, ma c’è anche l’avventura, il sentimento, l’ironia… Tutti elementi necessari per raccontare uno spaccato di vita reale”. 

Procacci, già produttore di film che hanno stravolto negli ultimi mesi i dati del box office, come il recente Qualunquemente con Antonio Albanese, riflettendo sull’importanza di questo genere nell’industria cinematografica ha affermato che: <<La commedia non è la soluzione di tutti i problemi del nostro cinema, nonostante gli straordinari incassi di questo momento e la sintonia perfetta che sembra aver trovato con il pubblico La vita facile è una commedia con caratteristiche attoriali, registiche e di scrittura molto importanti, con una ricchezza narrativa che sfrutta tutto l’arco del film e non solo alcune sue parti, né ruota attorno ad un singolo talento, come molti film fanno. La commedia è solo uno dei modi per raccontare la realtà nel modo più leggero, ma bisogna stare molto attenti a non fare in modo che resti l’unico e il solo. Il pericolo c’è ed è attuale>>.

In realtà, scegliendo, in sintonia con il titolo del film, un’analisi facile, questo film affronta, malgrado l’ambientazione europea ed africana, una tematica molto abusata nella cultura cinematografica, spesso trasposizione di opere letterarie, come il capolavoro francese di François Truffaut Jules e Jim, tratto dal romanzo di Henri-Pierre Rochè, dove il mènage a trois assume una valenza decisamente poetica e il ruolo di femme fatale, di cui sono vittima i due amici durante la Prima Guerra Mondiale, è affidato a Jeanne Moreau, che il regista della Nouvelle Vague ha il pregio di immortalare, come una dea greca, mentre canta Le Tourbillon.

Mentre è ironico e divertente nei film del newyorkese Woody Allen da Io & Annie a Provaci ancora Sam, dove lo stesso Sam, alter-ego cinematografico del regista, oltre ad essere vittima del fantasma di Bogart in stile Casablanca, lo è anche di Linda, la moglie del suo migliore amico.
 
 
Alessandra Alfonsi

 

 

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