Piranha 3D | Il ritorno dello splatter

 Piranha 3D | Il ritorno dello splatter

L`immaginario lago Vittoria è la caldera di un vulcano preistorico. Un improvviso terremoto sotterraneo fa aprire una crepa sul fondo, permettendo a milioni di famelici piranha preistorici di infestare le acque. La piccola cittadina dell`Arizona, dove si trova il lago, è la meta annuale di numerosi turisti, soprattutto studenti, che arrivano in città per festeggiare lo spring break, una pausa dei corsi universitari che si tiene annualmente in marzo. Spetterà allo sceriffo locale Julie Forester salvaguardare la popolazione e la sua famiglia della ferocia dei pesci carnivori.  Diretto dal francese Alexandre Aja e distribuito nelle sale italiane il 4 marzo 2011, il film è il remake di Piranha di Joe Dante. Sicuramente non un capolavoro, ma il film di Aja offre allo spettatore quello che vuole vedere: sesso in abbondanza, scene splatter e cinica ironia tutto condito da quell’insensatezza narrativa tanto amata in questo genere cinematografico. È un bel film??? Sinceramente no, ma è sicuramente una pellicola che diverte la fetta di pubblico a cui è destinato, perché diciamolo solo gli amanti del genere vanno a vedere un film di questo tipo.  Se poi si punta sul 3D per chissà quale incredibile visione, beh altro grossolano errore, in questo caso serve solo a rendere ancora più gore le scene e a sbattere in faccia allo spettatore i corpi nudi delle protagoniste magari fatti a pezzi dai famelici esserini.
 
Capostipite è il famosissimo Piranha del 1978 diretto dal re dei B-movies Joe Dante. Due incauti ragazzi decidono di forzare una base militare segreta per farsi un bagno in una piscina nascosta, non sanno però che la vasca è infestata da un’orda di famelici piranha modificati geneticamente. Una zelante detective decisa a scoprire cosa sia successo ai due giovani decide di svuotare la vasca riversando così i piccoli pesci nel fiume, minacciando l’intera vita della cittadina vicina. Uscito subito dopo il successo de Lo squalo, il film è un piccolo capolavoro splatter, diretto con maestria da un Dante in splendida forma. Riuscendo ad unire humor nero e situazioni al limite della comicità, il regista dirige un film divertente e godibile ancora oggi molto apprezzato. Memorabile la scena finale con la “mattanza” di alcuni bambini in parco acquatico.
 
Al film del ’78 si aggiunge un seguito: Piranha Paura, distribuito nel 1981 e che vede alla regia un giovanissimo James Cameron al suo esordio. La storia inizia con misteriose sparizioni e morti, dove i corpi sembrano essere stati in parte divorati. La protagonista, Anne Kimbrough vuole capire cosa sia successo ad un ragazzo suo allievo morto durante una lezione di immersione. La donna comprenderà che si tratta di piranha mutati geneticamente, dotati di ali. Scopre la verità da Tyler, un biochimico che in passato aveva lavorato all`esperimento che ha prodotto tale specie. Anne, con l`aiuto di suo marito, decide di utilizzare delle bombe per debellare la minaccia. Sfortunatamente l’idea di base (i pesci volanti assassini) è ridicola e non disponendo di effetti speciali decenti il risultato è deludente. Nonostante l’attribuzione a Cameron, il film venne concluso dal produttore Ovidio Assonitis che cacciò il giovane regista per incompetenza.
 
Nel 1995 viene mandato in onda un film per la TV dal titolo Piranha: la morte viene dall’acqua diretto da Scott P. Levy. Indagando sulla misteriosa scomparsa di due ragazzi, il detective Maggie McNamara scopre che in una base militare abbandonata si trovano dei piranha geneticamente modificati creati nel corso di un esperimento ordinato dalla CIA. I pesci fuggono per un errore e distruggono chiunque incontrino sulla loro strada. Maggie cerca disperatamente di fermare i pesci carnivori prima che raggiungano una zona del fiume dove si sta inaugurando un parco acquatico con molti bambini. Remake televisivo del film di Dante va citato ad onor di cronaca non avendo particolarità evidenti, se non il fatto che tutte le scene degli attacchi sono le stesse della pellicola del 1978.
 
Lorenzo Colapietro

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