Rio – Amore e libertà a ritmo di samba

Rio | Tutto il sapore del Brasile

Il duo Blue Sky Studios & Saldahna regala ancora una volta un grande film d’animazione: la casa americana e il regista brasiliano dimostrano che i lungometraggi in CGI di qualità non sono solo prerogativa dei colossi Disney, Pixar e Dreamworks. Rio ha molte frecce al suo arco che sa scoccare bene e che centrano in pieno il loro bersaglio: una storia d’amore che appassiona; un losco traffico di animali;  un breve affresco delle favelas che fornisce quel giusto pizzico di serietà alla trama; scene d’azione spettacolari che coinvolgono lo spettatore e un’ambientazione esotica da urlo ricostruita alla perfezione, Rio de Janiero. Un vero piacere per gli occhi.

Il film racconta di Blu, una rara specie di pappagallo brasiliano. Il povero uccello viene rapito, ancora pulcino, da un gruppo di trafficanti di animali esotici che lo spediscono negli USA. Ma durante il trasporto, a causa di un incidente, Blu si ritrova abbandonato in Minnesota. Lì, per sua fortuna, viene trovato per strada da una ragazzina, Linda, che lo soccorre e lo trasforma nel suo animale domestico. La vita tra i due scorre spensierata finché anni dopo si presenta alla libreria di Linda l`ornitologo Tullio. Lo studioso la informa che Blu è l`ultimo esemplare maschio della sua specie e che ne è stato trovato da poco un esemplare femmina, a Rio de Janeiro, di nome Gioiel. Dopo un`iniziale difficoltà, Tullio riesce a convincere Linda dell`importanza dell`accoppiamento fra i due uccelli e Blu parte per il Brasile. Il viaggio si tramuterà in una avventura che vedrà  Blu alle prese con spietati trafficanti di uccelli esotici, con una intricata storia d’amore e con tante peripezie nella variopinta Rio de Janiero.

La trama di Rio è studiata bene ed è equilibrata: non ci sono eventi improbabili ed è credibile (ovviamente il tutto va letto nell’ottica del film d’animazione). Anche se fa affidamento al classico schema dell’eroe e presenta degli elementi e degli escamotage già visti, non annoia mai. Ciò è dovuto al fatto che Saldahna segue bene il diktat “sono i dettagli che rendono la storia credibile” : ogni aspetto di Rio è curato nei minimi particolari e niente è lasciato al caso. Ad esempio, sono sviluppate in maniera credibile e ben amalgamate anche le linee narrative secondarie, vedi il flirt tra Tullio e Linda o la vicenda dell’orfano Fernando.

Sin dall’incipit, il film ci proietta subito in un mondo fatto di colori e ritmo: una gigantesca foresta tropicale prende vita davanti agli occhi dello spettatore. Una miriade di uccelli anima la scena a suon di samba rendendo viva la natura, si crea così un atmosfera coinvolgente per lo spettatore, a cui è impossibile resistere. L’inizio di Rio mostra sin da subito la cura maniacale che un brasiliano doc come Saldahna ha riposto nel produrre questo film. Il regista (originario di Rio de Janiero) mette in scena il suo modo di vedere il Brasile. C’è tutto nel bene e nel male. C’è la malavita, c’è il dramma delle favelas e degli orfani (il tutto alleggerito per rendere il film appetibile anche ai bambini); c’è la mania per il calcio e la follia del tifo brasiliano; ci sono le spiagge con la loro sabbia bianca e fina; c’è il Cristo redentore e le magnifiche viste che il golfo della città offre; c’è il carnevale e la pazzia che lo caratterizza; c’è la gente sempre pronta a ballare e a far festa; e infine, cosa più importante,  c’è il ritmo e la musica che anima tutto il film, la samba.  Inoltre il regista brasiliano fa un uso accorto delle panoramiche e dei campi lunghi che accrescono il senso d’immersione e di partecipazione dello spettatore, regalando una esperienza visiva del Brasile e della sua città più famosa del tutto inedita: una prospettiva libera capace di fotografare tutto dai paesaggi, al traffico caotico fino al variopinto carnevale. Rio è per Saldanha un omaggio sentito verso la propria terra natale che restituisce appieno l’esperienza di un paese, della sua atmosfera e della sua cultura.

Ma cosa ha consentito a Rio un risultato del genere? La risposta è… una grande realizzazione tecnica. Blue Sky Studios “mostra i muscoli” e con questa produzione dimostra (come ha dimostrato recentemente anche Rango della Nickelodeon Movies) che la qualità visiva e narrativa di un film in CGI non è una esclusiva di Dreamworks o di Pixar. Nonostante la scelta di un apparato visivo prettamente votato al cartoon, B.S.S. ha saputo raggiungere un livello visivo vicino al fotorealismo. Texture e material iperdettagliati (le texture e i material sono le luci e le immagini che danno colore, luce e realismo ai modelli tridimensionali usati nei film d’animazione) che consentono di creare luci realistiche e funzionali alla resa visiva. La modellazione e l’animazione (i modelli tridimensionali che compongono la scena di un film d’animazione 3D sono “scolpiti” digitalmente partendo da forme primitive, che costituiscono una sorta di “argilla”, come il cubo) dei protagonisti del film è superlativa: gli animali sono credibili, non si muovono in maniera legnosa e sembrano avere una vita propria sulla scena, e inoltre ogni loro singolo particolare, come le piume o il becco, è realizzato con una cura degna del miglior manuale di anatomia animale. Questo è stato possibile perché il character design (la progettazione dei personaggi di un film d’animazione) di Rio è forse uno dei migliori degli ultimi anni:  Blu e gli altri personaggi principali sono caratterizzati con attenzione e sono dotati di una personalità precisa e consistente, che cresce ed evolve durante il film: questa complessità li umanizza in maniera quasi naturale. Ad esempio proprio Blu stesso incarna la figura dell’imbranato, che però attraverso delle prove di coraggio riuscirà a superare i propri limiti, a ricostruire la sua identità, a conquistare la propria libertà e l’amore di Gioiel. Anche i personaggi secondari e di contorno sono ben riusciti: rappresentano un preciso stereotipo della cultura brasiliana e svolgono bene il loro ruolo di spalla.

Non da meno è il comparto sonoro. Cosa sarebbe un film sul Brasile senza una adeguata colonna sonora? Il compositore John Powell (già autore della colonna sonora di film d’animazione di successo come Kung Fu Panda e la serie dell’Era Glaciale) ha saputo realizzare una musica coinvolgente che rende bene il clima caldo, il ritmo incessante della samba e la saudade del paese sudamericano. Mentre alla realizzazione della colonna sonora hanno partecipato alcune grandi firme della musica brasiliana come Sergio Mendes, che ha realizzato una nuova versione esclusiva per Rio della sua intramontabile “Mas Que nada”, e la cantautrice Bebel Gilberto con la suaSamba de Orly”.

Rio è un bel film, che merita di sicuro l’attenzione anche da chi non è  un appassionato del genere d’animazione 3D. Una piacevole new-entry che conferma il livello qualitativo raggiunto dal duo Saldahna-Blue Sky Studios, dopo il successo dell’affermata serie dell’Era Glaciale. Una chicca esclusiva per il doppiaggio italiano di Rio è che la voce del bulldog Luis è dell’ex calciatore italo-brasiliano Josè Altafini 

Paolo Orabona

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