Cappuccetto Rosso Sangue | Le favole si tingono di nero

Cappuccetto Rosso Sangue | Le favole si tingono di nero  

Valerie è una bellissima giovane donna contesa tra due uomini, lei è innamorata di Peter, ma la sua famiglia ha organizzato il suo matrimonio con il facoltoso Henry. I due, non volendo rinunciare al loro amore, decidono di fuggire ma la morte della sorella di Valerie per mano di un lupo mannaro, che si aggira nella foresta intorno al loro villaggio, mette in seria difficoltà il loro piano. Per anni gli abitanti del villaggio hanno mantenuto una tregua con la bestia, offrendo un sacrificio animale mensile. Ma il lupo alza la posta in gioco, pretendendo un sacrificio umano. In preda alla disperazione, la gente del villaggio, chiama il cacciatore di lupi mannari, Padre Solomon, nella speranza di potersi liberare della maledizione. Ma l`arrivo del prete porta conseguenze non previste: il cacciatore rivela infatti che il lupo, durante il giorno, assume sembianze umane e che quindi ogni singolo cittadino del posto potrebbe essere la bestia. A questo punto Valerie inizia a sospettare che il lupo mannaro possa essere una persona che le è molto cara, una persona che ama, una persona che l`ha sempre amata, sostenuta e protetta da ogni male e pericolo. Cappuccetto Rosso Sangue è una rivisitazione horror della celebre favola, trascritta fra gli altri anche dai fratelli Grimm, diretta da Catherine Hardwicke e distribuita in Italia il 22 aprile.
 
Come diceva Dylan Dog in un suo vecchio almanacco: “Tutte le fiabe sono un po’ horror”. Inizialmente la favolistica era destinata, non solo a bambini, ma anche ad un pubblico adulto. I personaggi descritti (orchi, streghe e mostri di varia natura) non erano proprio adatti ad un pubblico di bambini e il fatto che molti degli avvenimenti fossero presi da fatti di cronaca realmente accaduti rendeva tutto più inquietante. Riprendendo spunto da questa idea originale la cinematografia ha rispolverato un filone che, come visto a partire da Alice In Wonderland di Tim Burton, sembra portare enormi incassi. Infatti oltre al film della Hardwicke sta uscendo Beastly di Daniel Barnz, tratto dall’omonimo romanzo di Alex Flinn, una rivisitazione moderna e giovanilistica de La Bella e La Bestia. Si vocifera inoltre che Tim Burton abbia presentato il progetto di una rivisitazione della Bella Addormentata di nome Maleficent, in parole povere la storia vista con gli occhi proprio della regina cattiva.
 
Ma il cinema non è nuovo a questo genere di film, tra i più conosciuti c’è sicuramente In Compagnia dei lupi (1984), diretto da Neil Jordan, che vede fra i protagonisti Sarah Patterson e Angela Lansbury. In seguito alla morte della sorella, uccisa da un branco di lupi, Rosaleen si trasferisce dalla nonna, i cui racconti terribili e affascinanti servono a metterla in guardia da queste creature inquietanti, la cui presenza costante (anche fuori campo, in quanto continuamente e ossessivamente evocata) si configura nell`irrisolta ambivalenza di predatore e preda, cacciatore e cacciato. Il vero lupo, scoprirà la ragazza in un epilogo sospeso tra orrore e compassione, è quello che ha "il pelo dentro, e l`unico modo per superare il timore del lupo è di farci lupi noi stessi". Tratto dal racconto di Angela Carter "La camera di sangue", il film cerca d`indagare le paure, i desideri, le pulsioni e le scoperte legate alla sfera della sessualità da parte di una ragazza. Si tratta, sostanzialmente, di una versione "horror" dalle suggestioni psicanalitiche della favola di Cappuccetto Rosso, dove il "lupo cattivo" rappresenta un`esplicita metafora della "bestia” e cioè il male che alberga in ogni uomo. Da notare lo svolgimento  della storia che inizia e si conclude ai giorni nostri, presentandoci la protagonista in preda a un sonno molto agitato: l`intero film coincide con il contenuto del sogno, ambientato in un`epoca "fiabesca", il quale contiene altre storie (le "favole" della nonna e della stessa Rosaleen), quasi in una costruzione a "scatole cinesi".
 
Ma non solo cappuccetto rosso è stato preso di mira dal cinema, altre favole famose infatti sono diventati pellicole cinematografiche. Amanti criminali è un film del 1999 diretto da François Ozon. Il film si basa su un poema scritto da Ozon assieme a Marina de Van, a sua volta ispirato dal poema di Arthur Rimbaud "Nuit de l’enfer". La pellicola, dai toni gotici, attinge direttamente dalla fiaba di Hansel e Gretel creando una variante morbosa e voyeuristica. Nelle provincia francese, due adolescenti di nome Alice e Luc decidono di uccidere un loro compagno di scuola, la cui unica colpa è aver dimostrato interesse nei confronti di Alice nel modo sbagliato. Spinto dalla ragazza, Luc uccide il compagno di scuola portando il corpo nel bosco, per poterlo seppellire. Ma una volta nei boschi, Alice e Luc vengono rapiti da un uomo senza scrupoli, che li sottopone alle più disumane torture fisiche e psicologiche paventando l’intento finale di mangiarseli.
 
La stessa Biancaneve è stata utilizzata per girare Biancaneve nella Foresta Nera un film per la televisione del 1997 e diretto da Michael Cohn. La giovane Lilliana Hoffman, affettuosamente chiamata Lilly dal padre, il ricco Lord Hoffman, è una fanciulla dalla grande bellezza, intrappolata nel mondo dorato ed opulento nel quale è nata. Lilliana non ha più la madre, morta durante il parto, ed era ancora una bambina quando Lord Hoffman aveva deciso di riprendere moglie. La nuova sposa, la bella Lady Claudia, era così entrata a far parte della famiglia, senza riuscire però a creare un pacifico rapporto con la figliastra, che l`aveva sempre respinta. Le piccole rivalità tra le due si trasformano in un odio profondo quando Lady Claudia perde il figlio che per anni aveva desiderato. In aggiunta allo shock provato per la nascita del neonato morto, la donna vede alimentato il suo rancore dal misterioso specchio che ha nella sua stanza che, come da un altro mondo, la consola aizzandola contro la figliastra.
 
Lorenzo Colapietro

Lascia un commento