Sulle tracce de I peccatori di Peyton

Quando la vita di ciascuno diventa la vita di tutti | Un film di Mark Robson

Peyton Place (1956), primo romanzo della casalinga americana Grace Metallius, diventa un best seller in brevissimo tempo. Tanto che nel 1957, il regista Mark Robson ne trae un fortunato film, tradotto da noi come I peccatori di Peyton. Fu un clamoroso successo anche se ampiamente censurato dalle regole del famoso codice Hays. A Peyton Place, piccola cittadina del New England, dietro una apparente vita normale si nascondono numerosi drammi, angosce e violenze perpetrate da un bigottismo meschino, spesso crudele. I fatti accaduti allora, purtroppo, accadono ancora oggi, in una qualunque piccola cittadina che sia d’Italia o del mondo, dovunque ciascuno sia a conoscenza della vita degli altri. Pertanto lo spettatore può riconoscersi e ritrovarsi nei ricordi di una adolescenza difficile e nella nostalgia delle radici abbandonate a malincuore.

La voce narrante del film è di Allyson McKenzie (Diane Varsi), giovane fanciulla e aspirante scrittrice che racconta della sua Peyton Place, ridente cittadina nella quale giunge un uomo interessante, Michael Rossi (Lee Philips), per proporre la sua candidatura a preside della scuola locale. Rossi incontra alcune difficoltà per la sua nomina, esposte dal comitato del liceo di cui fanno parte alcune dame della borghesia locale dalla mentalità gretta. Ricevuta la carica di preside, Michael conosce, rimanendone affascinato, Costance McKenzie (Lana Turner), madre di Allyson, nata dalla relazione di Costance con un uomo sposato. La donna è proprietaria di un negozio nel quale lavorano Celina (Hope Lange), commessa molto graziosa e migliore amica di Allyson, e sua madre Nellie (Betty Field), lacerata dal rapporto con Luca Cross (Arthur Kennedy), suo secondo marito con problemi di alcool che inoltre insidia la figliastra. Si intrecciano dietro le loro vite numerosi drammi: il difficile rapporto tra Costance e Allyson, che non tollera la rigida educazione impartita dalla madre, e la tremenda sorte riservata a Celina. La ragazza, infatti, subisce una terribile violenza: stuprata dal patrigno rimane incinta; sua madre Nellie, scoperto il dramma, si toglie la vita e Celina, rimasta sola con un fratello più piccolo, uccide il patrigno.  Al processo, le dolorose vicende di ciascuno vengono alla luce, permeate dalla meschinità di molti. Grazie all’intervento del dottor Swain, Celina viene assolta per legittima difesa ma non riuscirà a liberarsi dalla gabbia che un falso perbenismo le ha cucito addosso.

Il film ebbe nove nomination all’Oscar, di cui cinque per gli attori; non ne vinse neppure uno. In un cast di tutto rispetto, spicca Lana Turner nel ruolo di Costance McKenzie in un ruolo per lei inedito. Star affascinante, bionda platino, dal corpo statuario, famosa dentro e fuori le scene come una dominatrice di uomini, la diva si meritò l’appellativo di “Lana/allure”, per il suo portamento regale e provocante nello stesso tempo. I peccatori di Peyton resta nella memoria e insegna ancora oggi, in tempi in cui prevale l’apparire, a credere nei valori più autentici.

Magda Errico

Leggi anche:

Sulle tracce di Notorius . L`amante perduta

Sulle tracce di Via col vento 

Sulle tracce di Indovina chi viene a cena? 

Sulle tracce di Sabrina

Sulle tracce di Il buio oltre la siepe

Sulle tracce di Un pugno di polvere

Sulle tracce di Improvvismanete l`estate scorsa


Lascia un commento