The Tree of Life | Lo sguardo di Malick

In mezzo scorre il fiume… | Un grande film premiato con la Palma d`oro

Una famiglia americana diviene simbolo e nucleo del senso dell’esistenza e del dolore, del principio della vita e del rapporto con il divino. Il film si apre con una morte tragica e inspiegabile che gli O’Brien si trovano a fronteggiare. Poi i piani si sdoppiano e si triplicano in un intersecarsi di passato, presente e futuro. Stretto tra un padre all’apparenza duro, autoritario e materialista, e una madre tenera, sognatrice e spirituale, Jack cresce nel Texas degli anni ‘50, insieme ai due fratelli minori. Combattuto, fragile e ribelle, affronta i primi sogni e i primi piccoli drammi del quotidiano in una graduale perdita dell’innocenza. Fantastico il ragazzino, Hunter McCracken, con il volto torvo e gli occhi pieni di nuvole. Ma superbi tutti gli attori, il padre un forte e severo Brad Pitt, la madre, una pallida e delicata Jessica Chastain, Sean Penn, che interpreta Jack adulto.

Poetico e onirico, denso e filosofico, avvicinabile al kubrickiano “2001: Odissea nello spazio”. Malick tratteggia con delicatezza e dirige con mano ferma, pennellando la luce come non avete mai visto fare a nessuno. Da autore quale è ci mostra che cosa sia il vero cinema. Nessuna inquadratura, dal filo d’erba sfiorato dal vento, alle gocce d’acqua lucenti sulle foglie; dal fluire sinuoso e superbo del fiume, agli incandescenti lapilli dei vulcani; dalla forza impetuosa delle onde del mare, al sorriso lieve e ai primi passi incerti di un bimbo, è casuale. Ogni cosa va a comporre il miracoloso mosaico dell’esistenza. Ognuna è un quadro perfetto e armonico dove luci e ombre si susseguono e si intrecciano in una magica danza che conduce al mistero dell’origine della vita.

La colonna sonora, spaziando da Berlioz a Ligeti, pesca a piene mani tra i brani classici, fino al tema prima tenue e poi trionfale de “La Moldava” di Bedřich Smetana, come un fiume che scorre attraverso la pellicola. Inconfondibile la direzione del compositore, Alexandre Desplat, accompagna mirabilmente una pagina di cinema che non dimenticheremo facilmente.

Francesca Bani

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