Paul: la commedia anti-space invaders

Paul | dal 1 Giugno al cinema 

Chiariamo subito: Paul non è un film per nerd fissati con gli alieni! O meglio: lo è, ma solo se i fissati in questione riescono a prendere la vita con ironia, quasi con superficialità.
Solo con quest’atteggiamento si riesce infatti ad apprezzare il fatto che i due protagonisti, due inglesi amici per la pelle, altro non sono che dei nerd fissati con gli alieni (sono rispettivamente scrittore ed illustratore di fumetti proprio a carattere fantascientifico), e che il loro viaggio verso il ComiCon di San Diego sarà una spassosa full immersion in tutte quelle convinzioni sugli extraterrestri che da anni ci vengono inculcate dai media e dai governi attraverso quelle immagini a carattere quasi iconoclasta a cui siamo ormai abituati. 

L’amicizia che nasce tra i due protagonisti e l’alieno che si troveranno a scarrozzare per mezza America si basa proprio sul fatto che il piccolo extraterrestre è riuscito a scappare dall’area governativa nella quale era rinchiuso da circa 40 anni e all’interno della quale era costretto a collaborare con il governo, forse proprio per far abituare il il pianeta Terra alla sua immagine, alla sua presenza. Ne deriva tutta una serie di luoghi comuni visti e rivisti in migliaia di film che trattano il tema “incontri ravvicinati”, compreso l’annoso conflitto tra fede e scienza che si risolve in una serie di battute alle quali nemmeno il più convinto dei cattolici saprebbe rispondere. A condire il tutto c’è l’immancabile “armata brancaleone” di agenti speciali/federali che non perde mai occasione di vedersi sopraffatta dall’insensata disorganizzazione, e superficialità appunto, del geniale e scapestrato duo interpretato da Simon Pegg e Nick Frost, già consolidato in capolavori del genere demenziale come L’Alba dei morti dementi e Hot fuzz. 
La direzione di Mottola è divertente, non c’è che dire, però c’è qualcosa che non convince: la sensazione è che quell’aurea di superficialità che riveste i due protagonisti vada a contagiare anche il lavoro registico ed il risultato rischia di essere un pentolone carico di spunti divertenti che stenta però ad esplodere. Oltre alla presa in giro di un genere, quello fantasy, ridotto all’ostinazione verso certi schemi propria di un regista del calibro di Spielberg (è geniale la scena in cui si vede il povero Paul costretto a fornire spunti al regista americano via radio/telefono) ed oltre alla coraggiosa maturità mostrata dall’ancora cerebralmente infantile coppia geek inglese, il film non regala altre emozioni. Se non si sconfina nella più esagerata demenza (alla quale il regista e gli attori ci hanno abituati su altri schermi) ed allo stesso tempo non si realizza a pieno nemmeno uno scontro/incontro su temi come l’evoluzione scientifica contro le convinzioni religiose, questo lato della medaglia viene soltanto accennato in alcune conversazioni tra l’alieno ed i protagonisti nel momento in cui bisognerà “convertire” alla causa la new entry Kristen Wiig, il tutto scorre via come l’ennesima commedia nel tipico stile road movie americano: nulla di male per carità, anzi bisogna ammettere che è davvero divertente, però sembra quasi che l’intelligenza sfrenata del duo sceneggiatore Pegg-Forst rimanga intrappolata all’interno della “banale” commedia. La sensazione è che l’affermato trio avrebbe potuto dare qualcosa di più dal punto di vista emotivo e riflessivo. 

La voce dell’alieno Paul nel film originale è di Seth Rogen, comico del momento e protagonista di svariate commedie americane (Zack e Miri, Molto incinta, etc…) , mentre nella versione italiana è di Elio di Elio e le Storie Tese.  

Marco Napolitano
 
Il Trailer di Paul 

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