London Boulevard | Nella Londra dark di Monahan

London Boulevard | L’esordio alla regia di William Monahan

Mitchell (Colin Farrell) è appena uscito di galera e vuole mettere la testa a posto. Ma i suoi ex compari di atti criminosi non sembrano essere della stessa idea e cercano in tutti i modi di ritirarlo dentro la malavita. Si “svincola” finendo a fare da bodyguard a Charlotte (Keira Knightley), giovane diva del cinema braccata continuamente dai paparazzi appostati giorno e notte di fronte a casa sua…
 
Con London boulevard William Monahan cade in tentazione della macchina da presa, pecca e sbaglia. Perché il troppo, si sa, stroppia. Il 50enne sceneggiatore statunitense, premio oscar per lo script del mirabolante e cervellotico The Departed di Scorsese, confeziona un’opera che non è né carne né pesce. Per di più priva di quell’intreccio “labirintico” e di quel ritmo tra il piacevole e l’affannoso delle sue precedenti sceneggiature (tra cui anche Nessuna verità diretto da Ridley Scott).
Diamo però a Monahan quello che è di Monahan. Ovvero le sfiziose briciole di un buon inizio. Sì, perché le prime sequenze fanno presagire a qualcosa di “nuovo”. Presagio tristemente stroncato intorno alla mezz’ora dopo che lo spettatore non vede decollare alcuno spunto decente. Il tedio del deja vu si fa strada e non basta qualche pistolettata o scazzottata ben assestata (con sangue annacquato) per farci cambiare idea. I toni del noir restano volatili, leggeri, indefiniti, troppo luminosi in una Londra buia, lontana sia dalla sua fisionomia romantica sia dal randagismo da Bronx. Anche la regia, personale nei primi minuti (scorre fluida su personaggi e mura metropolitane, è magnetica nelle riprese dal basso verso l’alto), si appiattisce e intristisce.

Venendo agli attori, Colin Farrell è bravo dietro quella faccetta pulita ed elegante. Finto timidone disorientato capace di sferrare pugni secchi senza preavviso, dimostra aderenza al personaggio e soffusa partecipazione interiore. Keira Knightley è un buco nell’acqua, spenta, svampita, anonima. Veste senza sex appeal i panni di una star che se ne va a zonzo incappucciata e con occhialoni stilosi alla Britney Spears. Insomma, un film che sfocia troppo presto nel suo sunset boulevard.
 
Tommaso Tronconi 

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