Cinema e`/e Made in Italy

Made in Italy | Marchio di qualità

L’espressione Made in Italy è diventata, oltre i tempi, sinonimo di prodotti di alta qualità. E’ un marchio che mira a difendere e promuovere quello che è un patrimonio non solo economico ma anche sociale e culturale dell’Italia.  

Un cinema italiano che trascende i confini nazionali per assurgere al ruolo di ambasciatore del Made in Italy nel mondo. Questo il tema intorno al quale si è sviluppata la tavola rotonda “Cinema e/è Made in Italy”, organizzata dal Master in Economia e Gestione della Comunicazione e dei Media della Facoltà di Economia dell’Università di Roma “Tor Vergata” e dalla Fondazione Economia Tor Vergata CEIS, in collaborazione con Anica e con il patrocinio di FERPI, la Federazione Relazioni Pubbliche Italiana.  

I lavori si sono svolti nella cornice della sala cinema di Anica e sono stati coordinati da Luigi Paganetto, Direttore Master in Economia e Gestione della Comunicazione e dei Media della Facoltà di Economia dell’Università di Roma “Tor Vergata” e Presidente della  Fondazione Economia Tor Vergata CEIS.  

Ed è proprio il Prof. Paganetto ad aprire la discussione illustrando i cambiamenti che si sono verificati sulla scena della cinematografia italiana negli ultimi anni: il ridimensionamento delle sale tradizionali rispetto ai multiplex, l’avvento delle nuove tecnologie digitali ed infine le innovazioni fiscali del tax- shelter e del tax-credit. Secondo i dati presentati dal Prof. Paganetto, le multisale e i multiplex hanno raggiunto il 60% circa del box office e questo, unito alla crescente digitalizzazione e alle modificazioni demografiche del nostro paese, ha prodotto un effetto spiazzamento sulle sale tradizionali. In particolare il pubblico dei multiplex è rappresentato in larga parte da giovani  di età compresa tra gli 11 e i 25 anni che trovano nella multisala la possibilità di ritrovarsi in un’unica struttura. Infine il professore ha rimarcato la necessità di migliorare le potenzialità competitive del prodotto cinematografico italiano per  affermarsi sul mercato estero come espressione di eccellenza del Made in Italy.  

A confermare lo stato di grazia del cinema italiano arriva puntuale l’intervento di Riccardo Tozzi; il Presidente Anica ha dichiarato, dati alla mano, che con una quota di mercato del 48% e 45 milioni di biglietti staccati, i film italiani stanno recuperando terreno rispetto alle altre cinematografie straniere. In un periodo storico di globalizzazione, in cui i confini territoriali sono ormai virtuali e non sono più garanti dall’identità, il cinema sta diventando un forte  strumento di espressione dell’individualità nazionale. Per consentire al cinema italiano di intercettare le tendenze in atto, Tozzi ha richiamato nuovamente l’attenzione sulla necessità di concentrare gli sforzi nella ricostituzione di un circuito di sale urbane sfruttando la tecnologia digitale a disposizione. Anche in questa occasione il presidente ANICA ha ribadito l’importanza di intervenire in modo deciso contro la pirateria e di sviluppare un’offerta legale di cinema in rete. Infine Tozzi ha rivolto un invito ai rappresentanti dell’industria del cinema presenti alla tavola rotonda di creare un brand cinematografico che favorisca l’internazionalizzazione della vita culturale del Paese e dello stile italiano ispirato a valori come gusto, cultura qualità e buon vivere. 

Lamberto Mancini, Segretario Generale Anica e Direttore Generale di Cinecittà Studios, ha riconosciuto nel meccanismo del tax-credit uno strumento valido per attrarre produzioni estere e supportare la produzione filmica italiana. Mancini ha altresì lamentato come l’applicazione del  credito d’imposta sia stato limitato fortemente dalle alterne vicende politiche con l’effetto di deviare gli investimenti stranieri verso cinematografie di altri paesi. 

Al dibattito non poteva mancare il contributo di settori industriali diversi da quello cinematografico che devono a fortunate politiche di brand management il successo commerciale dei propri prodotti. 

Francesco Delzio, Direttore Relazioni Esterne e Affari Istituzionali del Gruppo Piaggio ha ricordato come la Vespa sia diventata, grazie al cinema, il simbolo della creatività italiana nel mondo. Delzio prende le distanze dal product placement – strategia di posizionamento di un prodotto all’interno della scena di un film – dichiarando come le scelte di marketing cinematografico  del gruppo Piaggio siano orientate verso un inserimento creativo del brand nella costruzione della struttura narrativa. 

Secondo il direttore Corporate Affairs Nestlé – Perugina, Manuela Kron, invece “bisognerebbe parlare più propriamente di “mood placement” perché piuttosto che posizionare nel film il prodotto italiano da pubblicizzare, è meglio creare un legame emotivo tra il pubblico e il prodotto”.  

Osvaldo De Santis, Presidente 20th Century Fox Italia ha sottolineato come le commedie italiane che rappresentano i successi maggiori al botteghino siano difficilmente esportabili all’estero. Il presidente della sede italiana del colosso cinematografico americano ha suggerito di reinvestire gli incassi in un cinema di qualità che superi i confini nazionali. 

Sì, ma non basta. Per una vera affermazione del cinema Made in Italy all’estero è necessario creare una struttura ad hoc per la promozione dei film nazionali sul modello francese del CNC (Centre national du cinéma et de l’image animée), rimarca Roberto Cicutto, Presidente di Cinecittà Luce.  

E lo Stato? Laura La Corte, Responsabile Area Beni Consumo, Moda Persona, Tempo Libero dell’ICE ha ricordato come solo dagli inizi del duemila le istituzioni abbiano riconosciuto nel cinema la capacità di promuovere l’unicità dello stile italiano.  

Ma per Sergio Cherubini, Vice Direttore del Master in Economia e Gestione della Comunicazione e dei Media dell’Università di Roma Tor Vergata, il cinema italiano deve orientare le proprie strategie di marketing all’acquisizione di nuovi servizi per promuovere meglio il prodotto cinematografico. 

La vocazione del cinema come ambasciatore del Made in Italy nel mondo è infine ribadita nelle parole di Nicola Borrelli, Direttore Generale per il Cinema del Ministero per i Beni e le Attività culturali. Borrelli confida nelle potenzialità  del cinema italiano di diventare volano del Made in Italy all’estero, soprattutto in un momento positivo come quello attuale in cui il consolidamento delle agevolazioni fiscali e i trend positivi registrati dai film nazionali stanno contribuendo a rendere l’industria cinematografica italiana più solida.

Monica Straniero

 

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