Priest | Liberaci dal Male

Priest | Liberaci dal Male
 
Alla fine di una guerra secolare tra uomini e vampiri, il mondo conosciuto è completamente scomparso. Al suo posto, macerie e rovine delle vecchie città industriali e, un`ultima roccaforte dell`umanità rappresentata da un Ordine religioso filocristiano, ma evidentemente con altri scopi ben più loschi che l`unione dei popoli. I superstiti dell`ultima guerra tra umani e vampiri vivono una città costellata da barricate e protezioni, dove la Chiesa ha il controllo di ogni cosa. Tutto cambia per Ivan Isaacs quando un branco di vampiri sciolti rapisce sua nipote appena 18enne. Il sacerdote e cacciatore di vampiri, contro gli ordini della sua organizzazione, esce dalla città per dare la caccia ai rapitori della sua familiare, dando vita a un estenuante caccia al vampiro. Ma fuori dalle mura della città non vi è più traccia di passaggio umano, solo un`infinita steppa abitata da vampiri. Ad affiancare Ivan nella sua avventura, anche il fidanzato della nipote, lo sceriffo di un avamposto locale, e una sacerdotessa dotata di notevoli abilità nel combattimento.

Diretto da Scott Stewart e tratto dal manhwa del coreano Hyung Min Woo. Dopo l’orribile Legion, la coppia Stewart – Bettany torna a riproporci una pellicola ricca (sic.) di azione, fantascienza e religione. Solo lontanamente ispirato al capolavoro di Hyung Min Woo, da cui riprende solo i personaggi e le ambientazioni western, Priest è un film fiacco che fortunatamente si dimentica in fretta. Non riuscendo a mettere insieme idee originali, il regista “prende in prestito” caratteristiche di film precedenti per creare un qualcosa senza sostanza: le lande desolate di Mad Max, i combattimenti di Matrix, le città-stato cupe e sovraffollate di Blade Runner, tutto questo purtroppo non risolleva un titolo che non decolla, anzi rimane incollato al suolo. Priest è un buco nero senza possibilità di tornare indietro, tutto viene dimenticato; dalle motivazioni dei preti combattenti, ai piani dei cattivi di turno, l’unica cosa che forse si salva è la presenza opprimente di una chiesa oscurantista e ormai padrona di un mondo senza libertà. Ma sinceramente anche quella ha fatto il suo tempo.

Lorenzo Colapietro 

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