Il far west normativo delle location?

L’oro di Ischia | Il Festival dedicato alle location  

La seconda giornata degli Incontri Internazionali sul Cineturismo dell’Ischia Film Festival è dedicata alla realtà italiana. Oltre a ribadire l’elevato impatto economico della cultura, si è sostenuta la necessità di una vision operativa: di un programma di interventi, a breve e medio termine, per rafforzare il posizionamento dell’Italia sul mercato globale delle location per il cinema e trasformare il cineturismo in un sistema.
 
Come ha, infatti, analizzato Alessandra Tavernese, Coordinatore Tecnico Commissione Cultura Regione, l’individuazione di una location non è riconducibile ad una norma, tuttavia si sta dialogando con l’Associazione Italian Films Commissions in particolare quella della Regione Calabria, per realizzare politiche per promuovere i territori. Si punta prevalentemente arealizzare un piano di comunicazione e promozione finalizzato alla valorizzazione della destinazione turistica e del brand territoriale.
 

 
In realtà, come ha sottolineato Anna Olivucci, nell’ambito delle location cinematografiche è più corretto parlare di un Far West normativo: le Regioni non hanno competenze per legiferare sulla valorizzazione del territorio e sulla creazione di flussi turistici, ma in questi ultimi dieci anni la costituzione delle Film Commission e la presenza di Fund Regionali hanno in parte risolto l’anomalia italiana attraverso politiche di governo regionali, piani di programmazione e governance regionale in ambito cinematografico.
 
A livello normativo nell’ordinamento italiano rispetto alle realtà internazionali si è comunque lontani dalla considerazione di un location usata per placement e anche le Film Commission rappresentano comunque una realtà giovane introdotta negli anni Novanta, in ritardo quindi rispetto sia alla realtà statunitense, dove le prime esperienze risalgono agli anni Quaranta, sia a quella europea. Secondo i dati di una ricerca condotta dall’Osservatorio Film Commission che ha realizzato una mappatura inedita, al momento, nonostante le molte criticità, le Film Commission attive sono 43 e rappresentano uno strumento strategico per l’economia e per la filiera produttiva audiovisiva e cinematografica incidendo positivamente sul mercato della produzione audiovisiva e dell’economia del territorio.
 
Anche Maurizio Gemma, Presidente del Coordinamento delle Film Commission Italiane, analizzando l’impatto economico del settore audiovisivo, per il quale le Film Commission rappresentano un punto di riferimento, lo ha considerato un volano economico che produce effetti simili al settore automobilistico e ha ribadito l’importanza della produzione audiovisiva che costituisce un efficace veicolo non solo per promuovere ma anche per ridefinire l’immagine di un territorio, intercettando nuove tendenze e nuovi mercati potenziali: un efficace traino per lo sviluppo economico anche locale purchè sia sostenuto da investimenti e da strumenti di comunicazione strategici e innovativi, come i movie maps.
 
Alessandra Alfonsi

 

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