Carnage, quattro criceti in gabbia

Carnage | Massacro

Carnage – Massacro – l’ultimo film di Roman Polanski presentato al Festival di Venezia, è tratto dalla pièce teatrale della scrittrice e drammaturga franco-iraniana Yasmine Reza, “Le dieu du carnage” del 2006. Portata sul palcoscenico francese da Isabelle Huppert e su quello italiano da Nuovo Teatro, Gli Ipocriti con l’interpretazione di Silvio Orlando, la piéce vede nella sua trasposizione cinematografica lo spostamento del luogo in cui la storia è ambientata da Parigi a New York. 

Due coppie di coniugi, Michael e Penelope Longstreet, interpretati  da  John C. Reilly e Jodie Foster, e Alan e Nancy Cowan, portati sullo schermo da Christoph Waltz e Kate Winslet, decidono di incontrarsi nell’elegante salotto dell’appartamento  dei primi per discutere “civilmente” dello scontro avvenuto tra i rispettivi figli undicenni, conclusosi con la rottura dei due incisivi da parte del figlio dei Longstreet.

Il film si svolge interamente all’interno di questo salotto e qui, tra queste quattro mura, si sviluppa dettagliatamente la descrizione dei quattro personaggi, descrizione che ci viene suggerita sia nel momento in cui apprendiamo i loro mestieri – Michael è un venditore di oggetti domestici, sua moglie Penelope fa la scrittrice e si occupa dei problemi del Darfur, Alan è un avvocato e sua moglie Nancy un consulente finanziario – e sia attraverso i loro modi diversi di vestire, di parlare, di gesticolare, le loro manie ossessive… non ultimo i vari oggetti e suppellettili che arredano l’appartamento ci parlano minuziosamente di coloro che abitano quel luogo.   

Settantanove minuti, un unico atto, un unico luogo racchiuso all’inizio e alla fine tra due uniche brevissime scene riprese all’aperto, quelle in cui appaiono i figli delle due coppie; le dimensioni di luogo, spazio, tempo qui si dilatano e si congelano contemporaneamente, creando un’atmosfera ossessiva e claustrofobica nella quale i nostri personaggi si muovono quasi senza via d’uscita. 

E ogni volta che qualcuno di loro tenta di allontanarsi dall’appartamento, ne viene immediatamente ricatturato, quattro animali in gabbia che progressivamente si inferociscono gli uni contro gli altri…

La trasformazione dei loro atteggiamenti, all’inizio amichevoli e perbenisti, fino allo scontro finale selvaggio e violento, si esplica mediante i dialoghi sempre più incalzanti e una mimica facciale, specie nelle due interpreti femminili, che ci fa assaporare squisitamente i passaggi dalla finzione teatrale a quella cinematografica.

Il dio del massacro trattiene i quattro personaggi all’interno di questo salotto borghese così come gli ospiti dell’alta borghesia messicana sono intrappolati all’interno del palazzo che li ospita nel film di Bunuel del 1962 L`angelo sterminatore.

Ibsen, Pirandello, il dramma borghese con le sue ipocrisie, le sue falsità, il “buonismo”, (di cui Michael ad un certo punto accusa ripetutamente la moglie Penelope), il falso perbenismo, ritornano costantemente nell’epoca moderna e contemporanea e ci mostrano il nostro essere più gretto e infimo fino a mettere gli uni contro gli altri mariti e mogli, uomini e donne, donne contro donne e uomini contro uomini…  

Sorridiamo spesso durante il film di Polanski, ma le nostre risate non sono di vero piacere, gli insulti continui che si scambiano fra loro prima le due coppie di coniugi, poi le due donne, quindi i due uomini e ancora successivamente quando lo scontro esplode all’interno delle coppie stesse, ci trascina in una dimensione tra il grottesco e il tragico restituendoci una visione drammatica della realtà, dove non esistono più né rapporti umani, né legami indissolubili quali quelli creati dal matrimonio né tanto meno un’idea di famiglia come nucleo di base sociale.  

Tra un dolce di mele e pere il cui problema è quello, all’interno delle varie conversazioni fra i quattro, se essere una torta o una crostata, un mazzo di tulipani freschi sul tavolo al centro del salotto e acquistati a “soli” venti dollari, l’insistente squillo del cellulare di Alan che continua spudoratamente a parlare al telefono di lavoro e ancora, i preziosi cataloghi d’arte (quello delle opere di Bacon non è certo di un artista scelto a caso in questo contesto), tragicamente rovinati da un improvviso conato di vomito della signora Cowan e infine un ottimo whisky invecchiato sedici anni, vediamo crollare le buone regole iniziali dell’ospitalità, della tolleranza, della serietà morale. 

Il bel salotto pulito e ordinato all’interno del quale i quattro personaggi si muovono ora sedendosi, ora passeggiando nervosamente, voltando le spalle alternativamente gli uni agli altri durante la conversazione, si trasforma in un vero e proprio campo di battaglia, dove il senso del pudore e le comuni regole della buona educazione, lasciano il posto prepotentemente ai sentimenti di disprezzo, intolleranza, cinismo, ferocia … 

…  il dio del massacro ha preso il sopravvento …  

Lo svolgimento dell’azione scenica in un unico luogo non è una novità per il cinema di Polanski: l’appartamento –  che troviamo ne L’inquilino del terzo piano, in Rosemary’s Baby – la villa – in La morte e la fanciulla, L’uomo nell’ombra, – la barca – ne Il coltello nell’acqua, così come la situazione in cui non è possibile poter fuggire da un luogo o viceversa il rinchiudersi in un luogo per la paura dell’esterno … la riuscita dello psicodramma è si merito di una maestrale regia che usa la macchina da presa studiando attentamente i cambi di inquadratura, le entrate e le uscite dalla scena dei quattro personaggi, facendoci “entrare” a far parte “attivamente” alle discussioni in quel salotto – più volte è stata lodato il montaggio di Hervé de Luze – ma anche dell’interpretazione eccezionale dei quattro interpreti che con la loro forza espressiva ci lascia in bocca il sapore amaro della verità. 

La voce dell’avvocato Alan Cowan così cinicamente sentenzia: "Siamo nei tempi del Dio della carneficina che governa senza rivali dalla notte dei tempi".

Onorina Collaceto

La pagina è visibile su:

http://www.viaggiarte.eu/i_protagonisti/Voci/2011/9/20_CARNAGE.html

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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