Sulle tracce di La contessa scalza

Bellezza e infelicità | Un capolavoro firmato Mankiewicz

Girato quasi interamente in Italia sulla riviera ligure, tra Portofino e Sanremo, La contessa scalza  esce nel 1954 diretto da J.L. Mankiewicz, regista attento nell’esplorare la psicologia dei personaggi. Ne è protagonista Ava Gardner, una delle più belle donne apparse nell`universo cinematografico in un ruolo da molti ritenuto il suo migliore.

La trama si accentra sulle vicissitudini di un’artista bellissima, alla costante ricerca della felicità; vittima di un tragico destino la sua storia viene raccontata da quattro conoscenti nel giorno del suo funerale. Maria Vargas (Ava Gardner), affascinante ballerina scalza, viene scoperta in un locale notturno a Madrid da un giornalista, Harry Dauves (H.Bogart), e dal press-agent Oscar  Muldoc (E. O’Brien). In breve tempo, raggiunge il successo a Hollywood, diventando una diva famosa niente affatto felice. Non essendo mai stata amata fin da adolescente, rimane indifferente persino al successo lasciandosi sfruttare da produttori e registi. Durante un viaggio in Italia incontra nuovamente il suo amico giornalista Harry, che si trova a Sanremo come sceneggiatore di un film. A lui confida le sue cocenti delusioni. Una sera al Casinò la diva conosce il conte Vincenzo Torlato Favrini (Rossano Brazzi). Il gentiluomo è affascinato dalla sua bellezza, per questo la sottrae ad una vita che non la gratifica e la conduce nel suo castello offrendole ospitalità, poi la corteggia con tenera galanteria ed infine le chiede di sposarlo. Maria è felice, innamorata davvero del conte, e nel suo cuore di bambina pensa di vivere una favola. Corre tutta eccitata da Harry e lo invita al suo matrimonio. Il giornalista, a cui il conte non piace, accetta malvolentieri l’invito e partecipa al matrimonio solo per avere l’occasione di parlare con il Favrini: infatti si allontana in privato con lui e lo invita a non far soffrire Maria poiché, dietro la sua ostentata sicurezza, si nasconde una donna innocente ed infelice. A ricevimento concluso, il conte dice alla moglie che dovrà accontentarsi solo del suo famoso cognome poiché a causa della sua impotenza la dinastia terminerà con lui. Maria, sconvolta dalla dura realtà, tenta di trovare un escamotage: tradisce il marito con l’autista per avere un figlio da regalargli, ma, scoperta la tresca, il marito, pazzo di gelosia, la uccide del tutto ignaro che lei è già incinta.

Considerato nel suo genere “un dramma passionale”, La contessa scalza è un capolavoro della settima arte che si avvale di un cast di tutto rispetto. Gli interpreti sono perfetti ciascuno nel proprio ruolo: E. O’Brien vince l’Oscar coma miglior attore non protagonista, mentre Ava Gardner si rivela perfetta nel pieno del suo splendore. Gli abiti da lei indossati nel film resero celebre l`atelier delle Sorelle Fontana sito a Roma in piazza di Spagna. La storia di Maria Vargas somiglia molto a quella della divina Ava Lavinia Gardner: bruna, altera, ovale perfetto, stupendi occhi verdi, incedere sinuoso in un figura slanciata, classe inarrivabile, sembrava nata “contessa”. Fu però considerata nel mondo del cinema più come “femme fatale” che attrice di talento e notevole sensibilità. Interpretò molti buoni film con partner talentuosi. Piuttosto anticonformista per quei tempi, non scese mai a compromessi; candidata all’Oscar per il film Mogambo non lo vinse. Fu corteggiata da uomini ricchissimi tra i quali il produttore Howard Hughes, ma le sue storie finite male non fecero che accentuarne la solitudine e l’incapacità di essere amata.

Magda Errico


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