Pan Am, Charlie’s Angels e Combat Hospital | RomaFictionFest 2011

Donne protagoniste nelle tre serie targate Sony | Hostess dal fascino glam, angeli con la pistola e medici in prima linea

Il potere è donna. Hostess e spie, ex criminali che diventano angeli, un chirurgo che opera in Afghanistan. Sono le anteprime proposte al RomaFictionFest 2011 in collaborazione con Sony Pictures Television.  

L’attesissima Pan Am è una serie già destinata a diventare un cult. Ambientata negli anni ’60 è incentrata sulla leggendaria compagnia aerea che per prima ha utilizzato jet a reattore in grado di far viaggiare i propri passeggeri da una costa all’altra dell’Atlantico in brevissimo tempo.  

Prodotta da un’ex hostess (che ha acquisito il marchio stesso, quindi aspettiamoci gadget e prodotti superglam targati Pan Am), la serie è una miscela di romanticismo e spionaggio internazionale dove le vite dei piloti e delle affascinanti hostess diventano il simbolo di una rivoluzione sociale. Location da sogno, grandi alberghi tra Roma, Londra e Parigi si susseguono in un turbinio di avventure.

Sofisticata e insolita, decisamente il prodotto più innovativo visto al FictionFest. 

Azione e avventura sono al centro del nuovo Charlie’s Angels, reboot della fortunata serie televisiva anni Ottanta con un cast di provocanti attrici, affiancate da un Bosley decisamente sexy. Location la città più trendy d’America: Miami.

Gli antichi angeli erano eleganti e raffinati, gli attuali sono di gusto un po’ troppo moderno. Scorre il sangue e si combatte con violenza, anche indossando mise succinte e tacchi a spillo. 

Combat Hospital, è una produzione canadese, ambientata sullo sfondo del difficile teatro di guerra di Kandahar in Afghanistan. Coinvolgente e realistica. Porta lo spettatore al fianco di una squadra multinazionale di chirurghi e infermieri, in lotta costante contro il tempo, in condizioni estreme, per salvare le vite dei soldati ma anche dei mujaheddin. Vita e morte s’intrecciano alle storie e all’eroismo di questi medici in prima linea. 

Francesca Bani

 

Lascia un commento