Arrietty | Karigurashi no Arrietty

Dallo Studio Ghibli | Una nuova piccola grande avventura  

Sotto al pavimento di una grande casa situata in un magico e rigoglioso giardino alla periferia di Tokyo, vive Arrietty, una minuscola ragazzina di 14 anni, con i suoi altrettanto minuscoli genitori. La casa è abitata da due vecchiette, che ignorano la presenza di questa famiglia in miniatura.
 
Tutto ciò che Arrietty e la sua famiglia possiedono, lo “prendono in prestito”: strumenti essenziali come la cucina a gas, l’acqua e il cibo, prelibatezze come le zollette di zucchero, e ancora, piccoli oggetti con cui fabbricare tavoli, sedie e utensili. Tutto viene preso in piccolissime quantità, così che le padrone di casa non se ne accorgano.
 
Un giorno Sho, un ragazzino di 12 anni che deve sottoporsi a urgenti cure mediche, si trasferisce nella casa delle due anziane signore. I genitori di Arrietty le hanno sempre raccomandato di non farsi vedere dagli umani: una volta visti, diventa troppo pericoloso per loro, e i piccoli abitanti devono lasciare il luogo in cui sono stati scoperti. L’avventurosa Arrietty, però, non li ascolta, e Sho si accorge della sua presenza. Tra i due ragazzi, nonostante le diverse dimensioni, in breve tempo, nasce una dolce amicizia…
 
Il film, per la regia di Hiromasa Yonebayashi, sceneggiato dallo stesso Hayao Miyazaki, è un adattamento dei racconti della scrittrice inglese Mary Norton, The Borrowers.
 
Yonebayashi, alla sua prima esperienza di regista, è considerato il miglior animatore dello Studio Ghibli: per Ponyo sulla scogliera aveva diretto la scena in cui Ponyo corre su enormi onde alla ricerca di Sosuke e lo stesso Miyazaki era rimasto molto impressionato dal risultato.
 
Ne esce una pellicola sensibile e fresca in cui la natura e i sentimenti semplici dei protagonisti emergono e vincono su un mondo cinico e ormai preda del consumismo.
 
Nelle sale giapponesi intanto è uscito l’ultimo lavoro dello Studio Ghibli, Kokuriko Zaka Kara che potremmo tradurre Dalla collina dei papaveri.
È la versione animata dell’omonimo shojo manga (fumetto per ragazze) creato da Chizuru Takahashi e Tetsuro Sayama. La regia è di Goro Miyazaki, figlio di Hayao, che cinque anni dopo I racconti di Terramare torna dietro alla macchina da presa.
 
La storia, ambientata a Yokohama nel 1963, un anno prima dei giochi olimpici di Tokyo, è un racconto sentimentale e romantico, un po’ vecchio stile. Lontano dalla poesia paterna, Goro ha comunque ottenuto un buon successo al botteghino.  In sala dal 16 luglio 2011 ha debuttato al terzo posto, dietro all’ultimo Harry Potter e all’anime Pokémon.
 
La pellicola narra di Umi – il padre disperso in mare, la madre fotografa, lontana per lavoro – vive sola in una casa sulla ‘collina dei papaveri’ che domina la baia. Le bandiere che issa come segnale ai marinai sono viste da Shun: il ragazzo sbarca ogni mattina da un rimorchiatore per andare a scuola, e si chiede quale segreto esse celino.

I due si incontreranno proprio all’istituto scolastico e l’amore tra loro crescerà a poco a poco. Ma quando si racconteranno delle rispettive famiglie, scopriranno che potrebbero essere fratelli…
 
Francesca Bani
 

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