Il catenaccio e l`attacco degli autori in rete

Autori nella rete | La tutela del diritto d’autore e la libertà d’espressione  

Lunedì 17 ottobre presso la Biblioteca Museo del Teatro Burcardo si è svolto il convegno Autori nella rete, organizzato dall’Associazione 100Autori con il sostegno di Cinecittà Luce, Siae e RomaLazioFilmCommission per analizzare lo stato d’arte del diritto d’autore e per individuare proposte per tutelarlo online restituendo, come ha affermato Barbagallo, Presidente Sezione Produttori ANICA, dignità al cinema italiano.
 
Sebbene, infatti, sin dall’antica Grecia sia stato riconosciuto un diritto morale dell’autore ed esistano in ogni paese dell’Unione Europea normative, più o meno restrittive, che lo tutelino, la democraticità e la libertà della rete hanno reso difficile individuare forme e modalità che lo difendano sostanzialmente contro i fenomeni di pirateria e contraffazione dell’opera audiovisiva.
 
Così partendo da un’analisi del valore del mercato dell’audiovisivo on line, sono stati mostrati da Luigi Berlinguer, Membro Commissione Europea per la Cultura e l’Istruzione, Debora Abramowicz, Directrice des Projets et Dèveloppements Internationaux SACD Sociètè des Auteurs et Compositeurs Dramatiques, Cècile Despringre, Executive Director SAA Society of Audiovisual Authours e Manlio Mallia, Vicedirettore Generale Siae e Direttore dell’Area Internazionale Accordi Broadcasting e New Media, gli scenari, i punti di vista e le criticità delle società di collecting, le cosiddette CMOs, organizzazioni generali e collettive che si occupano della distribuzione on line dei prodotti audiovisivi.
 
Molte le proposte presentate e finalizzate alla creazione di una piattaforma comune europea o mondiale in base ad un progetto seguito da alcuni paesi europei come Belgio, Filandia, Francia, Germania, Spagna, Polonia e Italia. Si è sostenuta, in primo luogo, la necessità per i provider di ottenere un permesso dai produttori e di stipulare con essi un accordo, basato su due tipologie di modelli: un modello centralizzato, dove un’agenzia opera da tramite tra produttori e provider finalizzata all’accordo, e un modello decentralizzato, dove invece ad operare sono più agenzie che vanno a formare una rete operativa su tutta Europa con l’obiettivo di individuare non solo l’accordo tra produttori e provider, ma anche le tariffe necessarie. Modello quest’ultimo di difficile applicazione per problemi di natura fiscale.
 
Si è poi affermata la necessità di individuare un codice europeo del diritto creando un modello che unifichi i reali autori di opere cinematografiche superando la reale discrasia nei diversi paesi europei tra i vari profili di autori, soprattutto tra quello del  regista e dello sceneggiatore. Infine, si è sostenuta la necessità di stabilire una licenza del paese d’origine che corrisponda ad un’estensione della licenza del satellite all’online con il trasferimento di un server da un paese all’altro.
 
Nella tutela del diritto d’autore è tuttavia determinante la definizione del rapporto tra autore e produttore di opere cinematografiche: profili spesso così diversi e così sovrapponibili. In questo ambito nella realtà italiana si registra un ritardo rispetto agli altri paesi europei, dove gli Stati, percependo i cambiamenti del mercato audiovisivo, aiutano ed incentivano l’offerta audiovisiva.
 
Alessandra Alfonsi

 

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