La riscossa del cinema indie al New York Film Festival

Cinema indipendente Usa | Vecchia gloria, nuova strategia

Quest’anno la 49^ edizione dell’esclusivo New York Film Festival, dal 30 settembre al 16 ottobre con la partecipazione, tra l’altro, di una pellicola italiana indipendente, Corpo Celeste di Alice Rohrwacher, ha segnato una svolta importante nella stagione cinematografica: escono di scena i film di cassetta ed entrano i film indipendenti. E’ un periodo difficile per il circuito indipendente americano da quando nel settembre del 1960 ventitré cineasti si incontrarono a New York e decisero di creare un’organizzazione autonoma che divenne famosa con il nome di New American Cinema Group. Da allora sono nati diversi movimenti eterogenei di registi indipendenti, per lo più concentrati a New York, con un’idea ben precisa, agire autonomamente sia sul piano produttivo che su quello artistico rispetto alle strangolanti leggi del mercato e al conformismo paralizzante di Hollywood.

Ma la crisi economica non ha risparmiato nessuno, tanto meno il cinema indipendente, a partire proprio da Hollywood dove tre dei sei grandi studios hanno chiuso le loro sussidiarie specializzate nella distribuzione dei film indie. Ed altre medie e piccole produzioni e distribuzioni indipendenti hanno seguito a breve lo stesso destino. Il pubblico, poi, adesso guarda quello che vuole ma non al cinema, non in tv, non in dvd bensì su internet, sottraendo al circuito indipendente una fonte di entrate fondamentale.
Volendo tralasciare la polemica per cui il cinema indie americano degli ultimi anni ha concentrato i suoi sforzi sul marketing anziché sulla qualità dei film, bisogna ammettere che i produttori indipendenti statunitensi sono stati abili ad inventarsi nuove formule per restituire visibilità al settore ed evitare il peggio. Adesso si muovono con maggiore disinvoltura nei meandri delle sovvenzioni dei vari stati, hanno iniziato ad utilizzare le tecnologie digitali per abbattere i costi di produzione e a rivolgersi ad internet come principale canale di distribuzione.
E in attesa del prossimo Tribeca Film Festival, fucina del cinema indie americano, il festival di New York, appena uscito di scena, ha voluto contribuire al piano di riscossa del cinema indipendente in perfetto stile “arrivano i nostri”. Con il supporto dell’Independent Film Project, ha infatti promosso un forum, Emerging Visions, dove 25 giovani cineasti indipendenti, selezionati dallo stesso IFP, hanno avuto la possibilità di entrare in contatto con i più autorevoli registi e produttori di livello internazionale per giocarsi un biglietto d’ingresso al mercato cinematografico americano e mondiale. Un’iniziativa interessante che si propone come modello di riferimento per sperimentare nuove strategie di rilancio del settore indipendente anche in altre parti del mondo.
Questo non significa che per il circuito indie sia la fine di un incubo. A dimostrarlo è il Sundance film festival 2011 dove sono arrivate quasi quattromila pellicole ma solo poco più di cinquecento usciranno nelle sale statunitensi.

Monica Straniero

 

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