Guardare al futuro

Il futuro del Box Office | Presente vs. passato?

Nonostante i risultati incoraggianti al box office degli ultimi weekend, il mondo del cinema si interroga sulla vistosa flessione che la stagione postestiva ha fatto registrare al botteghino, con punte massime del 30% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Non è la prima volta che in Italia si registra un simile andamento negativo. E’ successo in altre annate, non distanti da noi. Poi è arrivato il Natale e le sorti degli incassi nazionali si sono risollevate. E’ probabile che accada anche quest’anno e che soprattutto a partire dal 2012 i molti titoli in uscita possano innestare la marcia della ripresa. Ma sarebbe poco lungimirante attestarsi sul ricordo dei tempi migliori, quando lo sbigliettamento cresceva ogni settimana in misura esponenziale. Quei tempi sono destinati a giacere nel dimenticatoio, perché l’orizzonte del percorso cinematografico sta attraversando una fase di gigantesca trasformazione. Mutazione che purtroppo la filiera dell’industria cinematografica nostrana stenta a capire. Il cinema “consumato” in sala presto non sarà più lo stesso. La fruizione dei  film come l’abbiamo conosciuta si è fortemente diversificata e frastagliata. Dopo i dvd e l’home video, è arrivata l’era di internet, per non parlare del pirataggio dilagante nonostante  i tentativi di repressione, come per esempio in seguito all’emanazione della famigerata legge Hadopi adottata in Francia, i cui benefici non si vedono. In realtà la conseguenza dell’emergere di  tutte queste nuove forme di fruizione conduce a una inevitabile contrazione  della sala, in passato l’unico e principale luogo di visione collettiva. La parcellizzazione e la frammentazione del mercato stanno trasformando l’universo cinematografico con modalità non dissimili da quanto sta avvenendo all’interno dell’industria televisiva. Anche lì i miracoli delle platee composte da milioni di spettatori incollati al video di un’unica trasmissione appartengono ormai ai ricordi di un passato che non potrà più tornare. E anche lì, l’avvento di nuove forme di consumo, dalla pay al video on demand a internet soprattutto, ha lentamente eroso il pubblico della tv generalista decimandone i primati. Il mondo dell’informazione come lo abbiamo conosciuto nell’ultimo secolo, dalla stampa quotidiana all’editoria al cinema alla televisione alla comunicazione crossmediale, è in preda allo tsunami della trasformazione evolutiva. Un po’ come è successo con l’evoluzione darwiniana delle specie. L’errore da non commettere è quello di confrontare il presente col passato, anziché cercare di ipotizzare un futuro già accanto a noi. Mentre in altri paesi gli studi e le analisi già dibattono il domani, da noi si persevera nel rimpiangere i bei tempi andati. Finché arriverà il giorno che il ritardo sarà così marcato da relegare la nostra industria dell’intrattenimento a rimorchio gregario dei paesi più avveduti. Non sarebbe la prima volta.

Roberto Faenza
 

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