The Lady e Poongsan | Festival Internazionale del Film di Roma 2011

Dal Festival | Dall`Oriente

The Lady narra dell’attivista birmana Aung San Suu Kyi (interpretata da una precisa Michelle Yeoh – star malese di origine cinese già protagonista di La tigre e il dragone e Memorie di una geisha), Premio Nobel per la pace tornata libera, dopo oltre vent’anni di arresti domiciliari, il 13 novembre 2010, e di suo marito, il professore inglese Michael Aris (uno straordinario David Thewlis). Nonostante la distanza, le lunghe separazioni e un regime ostile, l’amore tra la donna leader del movimento democratico in Birmania e il marito durerà fino alla morte di lui.

The Lady, girato tra la Birmania, Bangkok e Oxford, è stato scritto grazie agli incontri con le figure chiave dell’entourage di Aung San Suu Kyi e ricostruisce meticolosamente la vita dell’eroina nazionale birmana.
Il regista Luc Besson traccia con mano tradizionale le vicende della donna, descritta come una santa, dedita alla causa del suo popolo fino al sacrificio più estremo. E si concentra quasi totalmente sul contrasto tra i sentimenti di Aung San Suu Kyi: l’amore per il marito e quello per la sua terra e per il suo popolo. Non ci pare una pellicola completamente riuscita tuttavia pur attraverso il velo dei difetti e delle imperfezioni del girato, la storia vera di Aung San Suu Kyi emerge con quella forza che solo la verità possiede e questa sua potenza tocca il cuore e commuove.

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In Poongsan dirige Juhn Jai-Hong, allievo del grande regista coreano Kim Ki-Duk, qui sceneggiatore e produttore. È una pellicola ironica e toccante, sul valore dell’amore e la stupidità della guerra. Un film tragico e poetico che arriva al cuore dritto come una spada.

Il confine fra la Corea del Nord e quella del Sud è invalicabile, presidiato militarmente. Il giovane Poongsan (bravissimo Yoon Kye-Sang che recita incantevolmente solo con lo sguardo e i movimenti), un uomo con gli occhi di bimbo, lo oltrepassa a rischio della vita, quasi come un supereroe, messaggero di dolori e desideri tra famiglie lontane, divise dalla dittatura.

Sono quelle stesse famiglie che lasciano messaggi simbolici sul muro che separa le due regioni, un muro che sorge sulla zona demilitarizzata. Un giorno, per una misteriosa richiesta di agenti del governo, Poongsan si introduce di nascosto nella Corea del Nord per persuadere In-oak (la bella Kim Gyu-Ri), amante di un disertore nord coreano, a seguirlo. Lungo la strada per la Corea del Sud, i due giovani, sfidando la morte, si innamorano. Al loro arrivo In-oak, delusa dal suo vecchio amante, è sempre più coinvolta da Poongsan e l’amante intuendolo si ingelosisce e consegna il protagonista agli agenti governativi che lo torturano…

Francesca Bani

 

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