Drive, noir metropolitano

Il nuovo lavoro Nicolas Winding Refn | Amore e violenza a Los Angeles

Racconta di un giovane meccanico, Driver (Ryan Goslin), con la passione per le automobili e le corse spericolate, stuntman a tempo perso, che si innamora di una donna sposata, Irene (Carey Mulligan), con un figlio, un maschio di circa sei anni, Benicio (Kaden Leos), avuto dal marito, Standard (Oscar Isaac), in carcere. Le cose si complicano quando Standard esce di galera;  la vita di Driver ripiomba nella routine più triste, interrotta da una serie di sanguinosi imprevisti, causati da quel piantagrane di Standard, che Driver decide di aiutare per proteggere Irene e Benicio, ai quali si sente legato.

Un film d’azione, a tratti splatter, avvincente per la componente adrenalinica che avvolge la vita del protagonista, Driver, apparentemente calmo e di poche parole, ma con una vita spericolata e un animo da duro. Caratterizzazione resa ancora più evidente, dagli scarsi dialoghi e dal ritmo cadenzato, al fine di caricare di pathos alcune sequenze rilevanti, come la scena degli sguardi tra i due amanti, quasi un intero minuto senza parola. Driver, da ragazzo introverso e compassato a giustiziere vendicativo e sanguinario, seppur leale nei sentimenti  e nei propositi: un eroe romantico dei giorni nostri. Suspence e divertimento assicurato come nella migliore tradizione dei film di strada americani, ma meno roboante e più dimesso, rispecchiando l’attuale situazione americana in tempi di crisi: una Los Angeles vissuta ai margini. Unica pecca: lo scarso spessore psicologico dei personaggi, uno sforzo, forse, non richiesto, ad un noir che riecheggia le gesta dei samurai nei manga. Il danese Nicolas Winding Refn è stato premiato per Drive a Cannes come  miglior regia.

Rita Ricci

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