Off Doc, i nuovi territori del documentario

L’italiana Off Doc | Decentramento e coinvolgimento  

La sezione L’Altro Cinema | Extra curata da Mario Sesti è, come ad ogni edizione, la più interessante, innovativa ed attenta ai nuovi linguaggi cinematografici del Festival Internazionale del Film di Roma. Quest’anno poi, per una nuova mission della sezione finalizzata al coinvolgimento di tutta la città di Roma al cinema del festival attraverso un’operazione di decentramento e di individuazione di nuovi linguaggi, è stata ideata Off Doc, uno spazio che ospita documentari di giovani ed emergenti registi italiani.
 
Il linguaggio documentaristico, molto visitato in questi ultimi anni dai registi, ha esplorato divergenti territori, dall’omaggio al teatro di Arnoldo Foà nel documentario Io sono il teatro: Arnoldo Foà raccontato da Foà di Cosimo Damiano Damato al cinema di Lilia Silvi, la ragazza terremoto degli anni Trenta in In arte Lilia Silvi di Mimmo Verdesca.
 
 
La cultura, elemento identitario della storia italiana, ha rappresentato il filo conduttore di questa rassegna: mostrata attraverso il teatro di Foà, attraverso la musica di Carosone, attraverso la fede delle suore di un convento di Clausura di Roma e quella popolare, e attraverso l’arte del pittore Piero Guccione.
 
Dodici documentari capaci di raccontare e mostrare le molte sfaccettature della penisola italiana: la Milano da bere dei locali degli anni Ottanta in Killer Plastic – 0, dove si ripercorrono i trent’anni di uno storico locale, la Roma sacra e profana che si interroga sull’attualità della fede in Casco in volo di Gianluca Greco, la Napoli musicale affidata alla rievocazione della carriera di Renato Carosone in Renato Carosone: un americano a Napoli di Paolo Rossetti, la Torino della magia e del cinema in Ho visto cose di Chiara Pacilli e Maurizio Tedesco e il mare della Sicilia dei quadri di Piero Guccione. 
 
Alessandra Alfonsi
 

 

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