Botteghini, pubblicità e vecchie ricette

Incassi e affondi | Il caso del cioccolato

This must be the Place di Paolo Sorrentino, con 4.691.861 euro e 795.614 ticket staccati, ha salvato, si fa per dire, il botteghino italiano nel mese di ottobre. Stando ai dati Cinetel, la società che effettua il monitoraggio quotidiano di migliaia di sale cinematografiche, il numero di biglietti venduti è stato pari solo a 8 milioni 433 mila, ovvero il -29% rispetto all’ottobre 2010, con un incasso di  54 milioni 536 mila euro. Gli scarsi risultati al botteghino hanno scatenato una ridda di ipotesi sui possibili motivi di un crollo non annunciato, tra cui temperature ancora estive, la pirateria via internet e soprattutto la qualità medio-bassa dei film proposti. Deludono infatti titoli come Matrimonio a Parigi e La peggior settimana della mia vita mentre non ci si poteva aspettare di più da film come i Puffi in 3D e i Tre moschettieri.  

Invece novembre sembra promettere bene con gli incassi registrati nel primo week-end del mese da Immortals, l’epico kolossal in 3D, e Il Re Leone, sempre in 3D. Mentre la prima parte del quarto capitolo della saga Twilight, Breaking Dawn, uscito il 17 novembre nelle sale, per ora guida la classifica del box office con un incasso di circa 1 milione e 800 mila euro. Fortuna che a tenere a galla il cinema italiano ci sta pensando la coppia Mandelli-Biggio de I Soliti Idioti, in attesa che dal botteghino arrivino buone notizie per un’altra importante produzione nazionale, il sequel di Lezioni di Cioccolato, uscito nelle sale venerdì 11 novembre, realizzato sempre da Cattleya e distribuito da Universal, ma con il debutto alla regia di Alessio Maria Federici.

Insomma il cinema italiano si affida ancora una volta alla commedia corale e ripropone modelli e formule narrative ormai consunte. Il secondo capitolo della saga dei cioccolatini si muove intorno a gag trite e ritrite, strizzando l’occhio a tematiche attuali come la crisi, il lavoro nero, l’immigrazione e la famiglia. Un grande impasto “cioccolatoso” nel quale la storia affonda lentamente fino ad una prevedibile happy end.

E allora ecco che i personaggi principali del primo film, Luca Argentero nei panni di Mattia, stereotipo del dongiovanni senza molta voglia di lavorare, e Hassani Shapi nel ruolo di Kamal, l’immigrato di prima generazione in cerca di riscatto e di benessere, dopo essersi persi di vista si ritrovano insieme per un progetto legato al cioccolato. E come nella migliore tradizione della commedia sentimentale italiana, è proprio l’infatuazione di Mattia per la bella figlia di Kamal, Nawal (Nabiha Akkari, già in Che bella giornata di Zalone) a far partire la girandola degli equivoci con bugie, segreti, tira e molla tra i due giovani amanti, scontri generazionali e stereotipi già visti. Insomma nessun colpo di scena rispetto alla formula collaudata nel primo film, anche se questa volta il ritmo narrativo è meno frizzante e solo a sprazzi si alza di livello grazie alla verve comica della coppia Finocchiaro-Salemme.

Ma il vero problema di questo film è un uso spregiudicato del product placement che costringe Fabio Bonifacci a costruire la sceneggiatura intorno al lancio di una celebre marca di cioccolatini. Senza mettere in discussione l’importanza dello strumento come fonte di finanziamento per l’industria cinematografica, qui si esagera. Il cioccolato è ovunque e in ogni forma con il risultato di rendere Lezioni di cioccolato 2 paragonabile ad un lungo e fastidioso spot pubblicitario, senza neanche la possibilità di fare zapping.

Monica Straniero

 

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