Rookford, una classica storia di fantasmi

Cinema e Fantasmi | 1921 – Il mistero di Rookford 

Gran Bretagna, 1921. La Grande Guerra è finita da qualche anno, ma l`Impero Britannico è ancora scosso da 750.000 morti e da quasi due milioni di feriti. Florence Cathcart, (Rebecca Hall – Vicky Cristina Barcelona, The Town) è una convinta razionalista che si batte per cercare e smascherare le finte sedute spiritiche e le mistificazioni su fenomeni soprannaturali che sfruttano il dolore altrui. Per la sua attività viene chiamata ad indagare sulle apparizioni di un fantasma a Rookford, un collegio di campagna per bambini facoltosi, e sulla misteriosa morta di un alunno. A Rookford Florence incontrerà Robert Mallory (Dominic West – 300, The Wire), la governante Maud (Imelda Staunt – Il segreto di Vera Drake) e il piccolo Tom (Isaac Hempstead-Wright – Trono di Spade). Ognuno di loro, soprattutto Florence, nasconde un segreto.
  
1921 – Il mistero di Rookford è un thriller soprannaturale con numerosi elementi da melodramma, fotografato con colori antracite che restituiscono l`atmosfera mortifera del dopoguerra. Il film è ben costruito anche se certi passaggi narrativi sembrano forzati, che, nell`immancabile finale rivelatore(l`Awakening del titolo originale), riacquistano senso. La sensazione è quella di un film sbilanciato verso la parte più horror e se la parte melodrammatica aggiunge spessore ai personaggi e alla trama, la regia di Nick Murphy sembra decisamente più a suo agio, ed è sicuramente più efficace, durante le scene di tensione. D`altronde soggetto e sceneggiatura sono a firma di Stephen Volk, famoso per aver scritto serie e film di fantasmi, come Gothic di Ken Russell, Octane e Afterlife.
 
Florence Cathcart è un personaggio assolutamente contemporaneo, indipendente ma non privo di una sua fragilità. Il suo scetticismo nei confronti del soprannaturale è il nostro scetticismo razionalista di oggi. Nel corso del film però gli spettatori iniziano a dubitare del fatto che i fantasmi non esistano, per poi, alla fine, arrendersi all`evidenza di una necessità. Le esplicite metafore visive, come la casa in miniatura che Florence trova girando per l`edificio e che illustra una storia dentro la storia, o come la sfocatura ottica del fantasma, dimostrano che spettri e film sono proiezioni necessarie a superare certi traumi, e svelano i nostri bisogni. Probabilmente 1921 – Il Mistero di Rookford, privato della parte più horror e in mano ad un regista, per dirne uno, come Polanski, sarebbe stato un capolavoro, ma rimane comunque un buon film e regala non pochi brividi.
 
Antonio Caruso

 

 

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