Il gatto con gli stivali. Arriva lo spin-off della saga di Shrek

Per adulti e bambini | Uno spettacolare 3D 

Il personaggio più carismatico della saga di Shrek è tornato sul grande schermo con un film tutto suo per raccontare al pubblico la storia delle sue origini, dall’infanzia alla nascita dell’eroe. Parliamo de Il Gatto con gli Stivali, il film di animazione prodotto dalla DreamWorks e in arrivo nelle sale italiane il 16 dicembre 2011. Una vera perla della computer grafica in 3D.

Sicuramente uno degli ingredienti della popolarità di Il gatto con gli stivali è stata la voce dell’eroe fuorilegge, Antonio Banderas. Come ammette lo stesso regista Chris Miller, “Antonio infonde di passione il personaggio, una creatura cosi minuscola dovrebbe avere una voce stridula, mentre dalla sua bocca escono suoni cosi profondi”. Senza dubbio Banderas possiede in comune con il suo alter-ego felino/cinematografico l’abilità di brandire una spada acquisita sul set dei due film di “Zorro”.

La storia, immersa in paesaggi aridi da film western nel Sud e Centro America e ben lontani dalle atmosfere da favola di Shrek, racconta di un’amicizia fraterna tra il Gatto e uno strano personaggio dalla forma di un uovo, Humpty Dumpty, interpretato da Zach Galifianakis. Fin dal loro primo incontro in un orfanatrofio, entrambi crescono con il sogno di rubare a due banditi, Jack and Jill, i leggendari fagioli magici che conducono all’Oca dalle uova d’oro nascosta in un  castello fra le nuvole. Ma i due si separano bruscamente prima di realizzare il loro piano, e il Gatto diventa un fuorilegge in cerca di riscatto personale oltre che uno spavaldo latin lover che fa strage di gattine. Quando i due fratellastri si rincontrano, nonostante l’acredine che regna tra loro per l’episodio che li ha divisi anni prima, decidono di concedersi un’altra chance e si lanciano alla ricerca dei fagioli magici. Inizia cosi un’avventura divertente tra inseguimenti terrestri, momenti romantici brevi ma intensi, balli sudamericani trascinanti e sensuali e veloci giochi di zampe in duelli spadaccini da storia del cinema.

Però guardando il film si ha subito la sensazione che l’avventura picaresca abbia solo i contorni grafici di un capolavoro. Il mondo di Gatto con gli Stivali è popolato di personaggi tipici delle favole per bambini, per cui rimangono abbastanza bidimensionali e senza profondità per una storia comunque contorta. Come ad esempio i due loschi figuri Jack e Jill e la seducente gatta ladra Kitty Zampe di Velluto, interpretata dalla bellissima Salma Hayek, che per tutto il film è impegnata a tenere testa al protagonista maschile.

Il Gatto ha il suo fascino ma non è cosi carismatico e memorabile come in Shrek. Il cocktail tra coraggio, lealtà ed onore misto a qualcosa di malizioso restituisce una personalità non ben definita, mentre il suo amico/nemico, Humpty Dumpty, l’unico personaggio con un design poco accattivante, è forse una delle figure più ambigue della storia dei cartoni animati. Geloso e rancoroso, ma in fondo buono, è un perfetto test sui disturbi della personalità. Di conseguenza la storia ha troppi capovolgimenti emotivi e, a tratti, sembra improvvisata e dispersiva.

Dal punto di vista visivo, invece c’è molto da ammirare. L`uso spettacolare del 3D va oltre i soliti cliché dello stereoscopio. In un anno che ha visto successi pazzeschi in 3D come Pina Bausch di Wenders e il documentario Cave of forgotten dreams di Herzog, Il Gatto con gli Stivali, per essere un film di animazione, offre un’esperienza multidimensionale straordinaria in particolare nelle sequenze di azione realizzate tra le nuvole, dove il gioco delle forme rende perfettamente l’assenza della forza di gravità.

E’ un film destinato ai bambini, ma non mancano omaggi al grande cinema, come le riprese in stile spaghetti western alla Sergio Leone, le citazioni da Fight Club, fino a Zorro, che strizzano l’occhio ad un pubblico più maturo.

Monica Straniero 

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