Premio Cinema Giovane & Festival delle opere prime, ecco la nuova edizione

Cinema e cultura | Il peso del mercato nello spirito creativo degli esordienti 

Si è tenuta ieri la conferenza stampa della manifestazione “Premio Cinema Giovane”, evento culturale che si svolgerà dal 26 al 31 marzo presso l’Auditorium del San Leone Magno di Roma. Lo spazio si presterà non soltanto alla proiezione di una rosa di film candidati, ma sarà anche il luogo deputato alla discussione, un Forum dal titolo significativo “Il cinema giovane italiano: tra autorialità e mercato” che intervallerà la proiezione dei lungometraggi. Quaranta sono i fortunati film nostrani distribuiti nel corso del duemilaundici, ma una commissione di esperti (costituita dal Presidente del Cinecircolo romano Pietro Murchio ed esperti del settore come Alessandro Casanova, Elio Girlanda, Castello Masullo, Enzo Natta e Bruni Torri) ha scelto una limitata quantità di queste opere prime.

Ad una seconda fase di scrematura sono passati per il concorso a premio soltanto dieci prodotti audiovisivi, differenti per contenuti ed espressività stilistica, dai quali sono stati “estratti” gli interpreti candidati al Premio Miglior Attore Giovane (Flilippo Scicchitano e Filippo Pucillo) e al Premio Migliore Attrice Giovane (Ughetta D’Onorascenzo e Antonia Truppo). Secondo quando indicato dal programma, ciascun film sarà proiettato quattro volte allo scopo di raccogliere un livello di gradimento quanto più eterogeneo possibile. Molte scuole del Comune di Roma sono state coinvolte all’interno di quest’ampio progetto di educazione al cinema d’autore promosso dal Cinecircolo, ma l’invito si estende a tutti perché l’ingresso è gratuito per i soci e per il pubblico ospite (un coupon per due film si ottiene con una semplice registrazione in Auditorio).

“Into Paradiso”, di Paola Randi, sarà trasmesso lunedì 26 alle ore 16, martedì 27 alle ore 18,15 e mercoledì 28 alle ore 21,15; “Corpo Celeste” di Alice Rohrwacher, sarà proiettato martedì 27 alle ore 21,15 e il giorno successivo in fascia pomeridiana; “Scialla! Stai sereno”, film di Francesco Bruni che rappresenta l’unica eccezione tra questi in quanto è stato largamente distribuito, supportato dal successo di pubblico e di critica riscontrato a Venezia, martedì 27 alle 16; “Il primo incarico”, di Giulia Cecere, verrà trasmesso giovedì 29 alle re 16 poco prima del dibattito. A far parte dell’élite c’è anche la commedia di Massimiliano Bruni “Nessuno mi può giudicare” che nonostante la leggerezza dei toni risulta un’opera di qualità creativa; ancora “Terraferma” di Emanuele Crialese, previsto per venerdì 30 marzo alle ore 21,15. Concorrono anche “La kryptonite nella borsa”di Ivan Cotroneo, “Io sono lì” di Andrea Segre e infine “Et in terra pax”di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini (due film dove la periferia romana diventa protagonista indiscussa). Qui il programma completo.


Come evidenziato dallo stesso Pietro Murchio, le iniziative culturali racchiudono spesso esigenze e conseguenze sociali: se da un lato questa ottava edizione si sviluppa nel segno dell’intercultura estendendosi nel collegamento con il “Circeo Film Festival”, dall’altro si è verificata una necessaria modifica dell’”oggetto premio”. In tempi di crisi è sempre utile risparmiare sulle spese “superflue”, pur senza rinunciare al gusto e alle ricompense materiali: il calo dei vecchi e consistenti finanziamenti non è che lo specchio di questa situazione. Ne è prova la diminuzione del contributo da parte della Regione Lazio e la presenza dei molteplici sponsor a sostegno dell’iniziativa (tra i quali la Banca Intesa San Paolo (in sostituzione della precedente Banca Mediolanum). I solidi patrocini rimangono il Ministero per i Beni e le attività culturali, La Provincia di Roma, il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici e l’università La Sapienza, mentre tra i partners figurano RadioCinema e noi, Cinemonitor appunto.

All’adesione entusiasta da parte dei vari settori della cultura non può purtroppo corrispondere un adeguato sostentamento statale, come rivelano i dati quantitativi: secondo il circuito attuale soltanto il 25% dei film presentati ottiene poi i finanziamenti dal Ministero per l’effettiva realizzazione, mentre il resto prosegue soltanto per merito dello sforzo di produttori e registi che rischiano di investire risorse personali sui progetti in cui credono. Molta quantità e troppi quesiti in sospeso, ma una certezza è che quest’anno tra i fortunati primeggiano le donne. Fermento e vitalità femminile sia dietro che davanti la macchina da presa “del tempo presente”, ma verso quali orizzonti ci stiamo affacciando? Quante di queste “commedie prime” daranno poi l’opportunità ai produttori di sostenere le seconde? Obiettiva oligarchia negli alti ranghi e scarsa sinergia nei bassi: il timore è che queste due forze continuino a cozzare l’una con l’altra senza portare a nulla di costruttivo, eppure forse basterebbe semplicemente tenere a mente che “un film è essenzialmente una collaborazione”.

 
Ilaria Abate
 

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