10 regole per fare innamorare, una commedia leggera leggera

Le 4 P per incassare | Ce lo meritiamo Bortone-Kotler?

Immaginate l’amore come le frasi romantiche dei bigliettini dei cioccolatini? Vi piacciano così tanto da trascriverle sui vostri diari segreti pensando al vostro lui o alla vostra lei? Avete un solo neurone o una farfallina tatuata al posto del cervello? Siete cresciuti leggendo solo rotocalchi rosa e vi appassionano i gossip dei vip? Credete anche voi che la costruzione del tunnel abbia favorito la velocità dei neutrini? Twittate come il Caputi del Trio Medusa? Allora siete il target ideale di 10 regole per fare innamorare.

Dopo Rosso come il cielo, Evento speciale alla prima edizione del Festival Internazionale di Roma, e un Premio Ilaria Alpi, Bortone, docente al corso di regia alla scuola di cinema ACT di Cinecittà e membro dell’European Film Academy, scrive e dirige – e ci chiediamo perché l’abbia fatto  una commedia romantica ambientata a Roma, leggera, non impegnata, non volgare, incentrata sul tema dell’amore e sul rapporto tra padre e figlio. Ma talmente semplice da banalizzare e ridicolizzare la poesia e la profondità dell’amore e gli stessi adolescenti, nel film autentiche macchiette, privi di dignità.

Una commedia scritta, come ha dichiarato il regista, per divertire e far ridere i ragazzi. Nel film però si ride poco e solo grazie alle battute, peraltro improvvisate, di Vincenzo Salemme, che interpreta il ruolo del padre Renato, donnaiolo, che dà consigli al figlio, sfigato ed impacciato.

Costruita su dicotomie e sulle sventure del protagonista Marco, che sono talmente eccessive ed esagerate da rendere la storia grottesca ed irreale, vedi le scene della festa di compleanno, del campeggio in montagna e dello smascheramento di Ettore. Una versione educata dei cinepanettoni, che lo spettatore maturo percepisce e che dovrebbe far indignare quello adolescenziale.

Pubblico di riferimento ideale e adatto è infatti, come lo stesso Bortone ha dichiarato in conferenza stampa, quello adolescenziale. Ma aggiungiamo noi, uno in particolare: quello che tiene diari segreti e scrive frasi del tipo “l’importante è avere il coraggio di essere se stessi. Anche perché – credete a me – per quanti casini possiamo fare, alla fine ognuno di noi trova la sua anima gemella”, riportate anche nelle pagine del press-book del film.

Per il resto, è un prodotto costruito e confezionato con un uso sapiente delle strategie di marketing sfruttando le potenzialità dei linguaggi mediatici: dalla scelta del cast (vedi il ruolo del protagonista Marco affidato al nuovo fenomeno mediatico creato dalla rete, il cameo del Trio Medusa, quello di Miss Cinema e del comico di Zelig), all’happy-end ed infine alla realizzazione di un libro, edito dalla Feltrinelli, molto più cinico, e per questo più sincero, del film.

Alessandra Alfonsi

 

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