Una vacanza da film: il fenomeno del cineturismo

Film Inducted Tourist | Viaggi di pellicola

Non è un caso se il cinema è stato definito dalla sua nascita “finestra sul mondo”, un’occasione per viaggiare con la fantasia e vivere luoghi, personaggi e storie stando seduti comodamente su una poltrona. Ma quando il fascino della pellicola si trasforma in voglia di partire, di conoscere e ripercorrere le emozioni evocate dai luoghi proiettati, lo spettatore diventa un cineturista.

E` un dato di fatto che più di 100 milioni di viaggiatori pianificano le proprie vacanze dopo aver visto una location sullo schermo. E tra voli low cost e offerte last minute, il cineturismo, o per dirla all’inglese film induced tourist, è passato in poco tempo da segmento di nicchia dell’industria turistica a fenomeno vero e proprio che scommette sul cinema come strumento di marketing territoriale per la sua capacita` di diffondere, attraverso le ambientazione e il coinvolgimento dello spettatore nella trama, l’immagine di una location. Sono tanti i casi di film che grazie al loro successo hanno influito in modo determinante sulla notorietà di un paesaggio o di una citta, per non parlare delle ripercussioni positive in termini economici ed occupazionali.

Prendiamo ad esempio Harry Potter che dopo i primi due episodi ha fatto registrare nei luoghi dove è stato ambientato il film un aumento considerevole di  turisti. E lo stesso è successo alla Nuova Zelanda del Signore degli anelli, alla Tokio di Lost in Translation, e alle Highlands di Braveheart. E l’Italia? Possiamo dire senza ombra di dubbio che il Bel Paese è tutto un set. A partire da Vacanze romane, pioniere involontario nel ruolo di strumento promozionale per la città di Roma nel mondo, non c`è regista importante che non abbia inserito qualche sequenza, romana, fiorentina o veneziana nei propri film, a partire dai fratelli Lumière fino ad arrivare all’ultimo film di Woody Allen girato interamente a Roma.

Ma se in passato gli impatti del cinema sul turismo si producevano quasi del tutto spontaneamente, oggi sono sempre di più le location che si sono dotate di apposite Film Commission con lo scopo di promuovere, insieme a Tour Operator ed enti territoriali pubblici e privati, la propria area geografica come scenario del maggior numero di film. In Italia ben 19 Film Commission, in particolare l’Apulia Film Commission, rappresentano il motore principale del cineturismo sostenendo lo sforzo economico di un numero sempre maggiore di pellicole girate sui propri territori, oltre a porsi come referenti essenziali per la logistica e l’organizzazione delle produzioni cinematografiche.

E cosi il Salento descritto da Mine vaganti di Ferzan Ozpetek, la Lucania di Basilicata coast to coast a firma di Rocco Papaleo, Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord di Luca Miniero, Non me Lo dire di Vito Cea, una carrellata lunga tutta la costa brindisina, e tanti altri film, sono gli esempi più concreti di come lo spettatore possa restare talmente affascinato dal luogo dove si sono svolte le riprese del film da decidere di farlo diventare la meta della propria vacanza, per rivivere di persona le stesse atmosfere ed emozioni provate davanti al grande schermo.

Resta comunque Matera, set di The Passion di Mel Gibson, il caso più eclatante di cineturismo che ha rilanciato la città dei Sassi a livello pressoché planetario. Ma il cinema può anche diventare spunto per creare nuove forme di fruizione del turismo come la Movie Map, un supporto cartaceo o elettronico che segnala le location cinematografiche di un determinato territorio corredato da una serie di informazioni riferite ai film girati. In Italia il primo esperimento di “circuito cineturistico” risale al 2004 ad Ischia sui set dei più celebri film girati sull’isola e prosegue oggi sulle orme del Commissario Montalbano a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento.

Perché anche le serie televisive hanno un forte potere attrattivo, molte location delle principali fiction italiane hanno beneficiato di un aumento esponenziale dei visitatori. Un esempio su tutti, Elisa di Rivombrosa, volàno senza precedenti per il Castello di Agliè, vicino a Torino. Una simbiosi tra cinema e turismo che può rappresentare un’efficace exit strategy in tempi di crisi e di tagli alla cultura e sarebbe davvero un peccato, in questo momento economicamente non propositivo, non sfruttare appieno queste potenzialità.

Monica Straniero

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